NON PERDERTI I PROSSIMI EVENTI IN PROGRAMMA

Mission Restore our Ocean and Waters by 2030

IRLANDA 24 – 25 novembre 2022

Il 24 e 25 novembre 2022 la Commissione europea terrà un evento presso il National Maritime College of Ireland, Cork.

La missione è ripristinare i nostri oceani e le nostre acque entro il 2030. Oceanus, in qualità di primi firmatari della convenzione,  è invitato all’evento che si concentrerà sugli impegni politici per attuare la Missione e concordare misure e azioni concrete nei bacini atlantico-artici per proteggere e ripristinare gli ecosistemi marini e d’acqua dolce e la biodiversità e rafforzare la resilienza costiera.

Pedalando verso il Futuro

Milano - Napoli 27 maggio 3 giugno 2023

Un viaggio, in bici, in sella da Milano per raggiungere Loreto proseguire lungo la traccia che abbiamo creato seguendo il cammino di San Francesco Caracciolo, il santo protettore dei cuochi d’Italia, fino a raggiungere Napoli.

Si parte da Milano il 27 maggio 2023 con arrivo a Napoli previsto il 3 giugno 2023.

Leggi il programma, scopri tutte le tappe ed iscriviti al Tour. I posti sono limitati, hai tempo fino al 4 marzo 2023.

Eventi passati

ARCHITECT@WORK

MILANO 9 e 10 novembre 2022 Allianz MiCo

Produttori, architetti e designer si incontrati a Milano in occasione dell’ottava edizione di Architect at Work il 9 e 10 novembre 2022 all’Allianz MiCo.

Oceanus, con Ivan Negretti, ha partecipato al seminario “Progettare e costruire con l’acqua” per parlare di sostenibilità ambientale.

The 20th European Week of Regions and Cities

BRUXELLES dal 10 al 13 ottobre 2022

Oceanus ha partecipato all’evento della Commissione EuropeaEURegionsWeek” un’occasione unica d’incontro e interazioni tra regioni e città capaci di cogliere nuove sfide per la coesione dell’Europa, questo il tema della Settimana europea delle regioni e delle città, il più grande evento annuale riservato alla politica di coesione.

BOOKS FOR PEACE

ROMA 11 settembre 2021 Salone d’Onore del CONI

Booksforpeace 2021, Pace, Cultura, Diritti umani e Sport: Oceanus è tra i premiati.

Books for Peace 2021, il premio internazionale per la Pace, Cultura, Diritti umani e Sport giunto alla quinta edizione,  si è svolto l’11 settembre a Roma alle ore 16.00 presso il Salone d’Onore del CONI.
Un riconoscimento presente in 5 continenti e 61 Paesi, che punta a promuovere la pace, la cultura, i diritti umani e lo sport. Durante la cerimonia, donate sei borse di studio a tre Federazioni Paralimpiche, un contributo agli studi per sei giovani atleti paralimpici.

Alla premiazione presenti nomi illustri tra sportivi, giornalisti, attori, filosofi, scienziati. Tema della quinta edizione di Books for Peace 2021 è l’ambiente, tra i premiati Fabio Siniscalchi, presidente e fondatore di Oceanus che dal 2004 lavora a progetti di innovazione, salvaguardia e ricerca in mare senza mai voltare le spalle a terra con progetti umanitari in Italia, Grecia, Siria, Capo Verde.

Books for Peace 2021 premia Oceanus per l’impegno a rendere il nostro Pianeta un posto migliore per le future generazioni.

Procida si candida a essere la prima isola plastic bags free d'Italia

Procida è la più piccola delle isole del Comune di Napoli ma ha deciso di avviare una grande iniziativa per l’ambiente: con la delibera di Giunta n. 133/2020 il Comune ha ufficialmente abbracciato la campagna di Oceanus “No more plastic bags” per disincentivare l’utilizzo delle classiche shopper in favore di sacche e borse ecosostenibili e riutilizzabili.

L’obiettivo è quello di promuovere, attraverso la sinergia con le amministrazioni locali, una serie di azioni concrete per sensibilizzare l’opinione pubblica e i consumatori verso comportamenti e scelte più consapevoli.

MINI TRANSAT 2017

La Rochelle > La Palmas > Le Marin

OCEANUS a bordo di “Alla grande Ambeco” con Ambrogio Beccaria nella competizione velica MiniTransat 6.50

Skandalopetra Diving Festival

KALYMNOS - GRECIA

Skandalopetra, l’antica storia dell’apnea.

E’ la Grecia, lo stesso paese dove è iniziato il mito dell’andar per mare, che custodisce l’antica tecnica di immergersi sott’acqua a grandi profondità con l’aiuto di una semplice pietra.
Si chiama skandalopetra, è generalmente in marmo o granito con un peso variabile tra gli 8 e i 14 kg con angoli smussati e forma idrodinamica.

Di questa tecnica l’impresa più celebre si deve a Haggi Statti, un pescatore di spugne, che nel 1913, il 14 luglio nello specchio d’acqua antistante l’isola di Scarpanto, Mar Egeo, recuperò l’ancora persa della “Regina Margherita”, nave della Marina Militare italiana.
L’ancora era a 83 metri, Haggi la raggiunse, dopo 21 immersioni in 4 giorni.
Il medico di bordo della nave italiana arrivò a ipotizzare che a una data pressione la pelle potesse assorbire ossigeno.
Dalla visita medica, successiva all’incredibile impresa, Haggi Statti risultò non essere un grande atleta, né tanto meno in una buona forma fisica.
Aveva un enfisema polmonare, 20-22 atti respiratori, 80-90 battiti per minuto, timpani distrutti con una funzione uditiva scarsa, un’apnea a secco di 40 secondi, in acqua oscillò tra il 1.30 e i 3.30.
Eppure Haggi Statti è l’uomo consacrato alla storia come il primo a raggiungere una simile incredibile profondità utilizzando come zavorra una semplice pietra, la Skandalopetra appunto.

SIMI - GRECIA

E questo è stato l’unico strumento utilizzato dai pescatori di spugne greci fin dall’epoca di Alessandro Magno. L’apneista–pescatore, nudo, veniva assicurato alla pietra tramite una sottile funicella. La stessa skandalopetra era fissata alla barca con una corda, un compagno assisteva il tuffo dalla barca, in tempi più recenti con un batiscopio, e recuperava l’apneista con la pietra salpando la fune al termine della discesa. Questo legame ha consentito ai pescatori di immergersi in sicurezza per secoli e secoli.

Negli ultimi decenni questa affascinante tecnica è stata riproposta, con successo, in qualità di disciplina sportiva dell’apnea.
A dispetto di un mercato della subacquea che investe sempre più in ricerca e nuovi materiali, nelle competizioni odierne con la skandalopetra non è consentito l’uso di muta, pinne e maschera.
Scenario unico di record, congressi e manifestazioni è l’isola greca di Kalymnos, dove è possibile ancora ascoltare testimonianze dirette di anziani pescatori che descrivono questa tecnica come la più sicura in assoluto, un salto nel blu profondo che ha seminato meno vittime e paralisi dell’avvento degli autorespiratori sull’isola.

Nikolas Trikilis di Kalymnos, medico specializzato in Medicina Subacquea – Iperbarica in Italia, già alla fine degli anni 70 studiava e promuoveva a livello scientifico questa antica tecnica dei pescatori di spugne della sua Isola. Nikolas è stato un infaticabile promotore di questa disciplina, una missione la sua, farla conoscere in tutto il mondo. Organizzatore di convegni e record di successo che periodicamente ospitano apneisti e appassionati di tutto il mondo sull’isola di Kalymnos.

Tuffarsi con la skandalopetra è un gesto tecnico che non prevede dispendio energetico, la performance dell’atleta è paragonabile alla discesa in assetto variabile.
Preparazione al tuffo e poi giù il più verticale possibile, con la petra ben salda fra le mani.
Raggiunta la quota massima stabilita, la petra scivola dalle mani ai piedi, l’atleta ruota su stesso ed è di nuovo in posizione verticale, ma la sua testa punta la luce di superficie. Piedi appoggiati sulla petra, mani sulla cima, adesso tocca all’assistente di superficie salpare dalla barca appoggio.

La squadra tuffatore riveste forse il compito più delicato, sentire la discesa in ogni istante “leggendo” la cima scorrere fra le mani, conoscere la profondità, la velocità di discesa, sapere quando l’atleta rallenta per compensare e infine quando raggiunge la quota massima stabilita e si posiziona in piedi sulla petra, pronto per essere salpato.

Quello che accade in questa disciplina è una sinergia intensa fra chi scende in acqua e “guida” la petra come timone, freno e zavorra e chi resta in superficie a leggere una cima come un codice braille a cui è legata la vita del compagno.

Quello che oggi è un evento sportivo, un tempo era una necessità, il lavoro quotidiano fatto di uomini che si affidavano ad altri uomini osando sfidare le leggi non scritte e severe del Mare.