Il progetto “Un’Altra Napoli” ha l’obiettivo di documentare con materiale fotografico e video la straordinaria biodiversità dei fondali delle acque del Golfo di Napoli, unitamente alla già nota ricchezza archeologica. La costa del Golfo di Napoli infatti, ha visto nascere e svilupparsi fin dall’epoca greca e romana importanti e fiorenti porti e città.

Il Parco Sommerso di Baia è oggi considerato da molti diver la “Pompei subacquea” per la straordinaria ricchezza di reperti archeologici. Sono visibili, infatti, i resti colossali della Terme di Baia, numerosi mosaici, colonnati e perimetri di edifici di epoca romana. Per le immersioni nel Parco di Baia Sommersa è necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta.

Le immagini catturate dai nostri obiettivi hanno rilevato una vitalità inaspettata. Alla scoperta delle meraviglie delle acque del Golfo di Napoli partecipano anche Diver volontari, assistiti e guidati dagli uomini di Oceanus. Ma chiunque si immerga nelle acque di Napoli può diventare parte attiva del nostro progetto riportando i dati delle proprie immersioni nella scheda di rilevamento qui scaricabile [scheda rilevamento golfo di napoli]

I dati, uniti a quelli raccolti dal nostro Staff, forniranno utili informazioni sullo stato di salute dei fondali del Golfo di Napoli. La speranza di questo ambizioso progetto è quello di responsabilizzare ogni singolo utente delle acque del Golfo investendolo di una nuova figura quella di “sentinella ambientale” perché il Mare in una città come Napoli deve tornare ad essere uno dei suoi principali punti di forza difeso e tutelato dai suoi stessi cittadini.

Il materiale fotografico e video è messo a disposizione degli enti e delle associazioni che vogliano impiegarlo a scopo divulgativo e promozionale delle acque antiche di Napoli, ricchissime di storia e biodiversità. Il Comune di Napoli ha inserito il video di Oceanus “Un’Altra Napoli” nella Home page del sito ufficiale della Città www.comune.napoli.it e sul canale YouTube del Comune di Napoli. Parte dello stesso girato video è stato utilizzato da History Channel in un documentario su Caligola.

Un’Altra Napoli è sostenuta dalla Project AWARE Foundation che premia i migliori progetti di promozione della subacquea consapevole nel mondo.

Un’intera città di epoca romana sommersa dalle acque. Questo mosaico è solo una delle tante straordinarie ricchezze custodite nelle antiche acque di Napoli.

Napoli cenni storici
La nascita di questa affascinante città non è facilmente databile. Antiche leggende tramandano la storia di tre sirene, Partenope, Ligeia e Leucosia, che, suicidatesi per la vergogna di essere state sconfitte da Orfeo in una gara di canto, sarebbero state trasformate in scogli presso il litorale; da una di queste, Partenope, la città avrebbe preso il nome.

Secondo un’altra versione del mito, le sirene addolorate per l’indifferenza mostrata da Ulisse per il loro canto, si sarebbero suicidate, ed il corpo di Partenope sarebbe stato trascinato dalle correnti sull’isoletta di Megaride, sulla quale fu costruito nel Medio Evo il Castel dell’Ovo. Leggende a parte, il litorale flegreo e le isole furono i primi ad essere colonizzati dai greci, che fondarono un importante insediamento a Cuma; furono poi i cumani a creare un piccolo centro abitato sul monte Echia, l’attuale Pizzofalcone o Monte di Dio, e che successivamente distrussero.

È storicamente accertato che intorno al 470 a.C. la città fu ricostruita in pianura, nell’attuale zona che va da Piazza Bellini a Piazza Calenda, e fu chiamata Neapolis (città nuova), per distinguerla dalla città vecchia.

Da allora Napoli ha visto susseguirsi e radicarsi dominazioni, culture e civiltà tra le più diverse: dai Romani, agli Arabi, agli Svevi, ai Normanni, agli Aragonesi, agli Angioini, ai Francesi, agli Spagnoli, fino ai Piemontesi con l’Unità d’Italia. È stata polis greca, municipio romano, città bizantina, ducato, regno, repubblica, reame e vicereame, città oppressa e della libertà; ogni volta Napoli si è adattata, di tutto ha fatto tesoro, trasformandosi ogni volta pur non cessando mai di essere se stessa.

Il Parco sommerso di Baia
Com’è risaputo i Campi Flegrei, che occupano una vasta area nei dintorni di Napoli, sono soggetti a fenomeni vulcanici e al bradisismo. Nei secoli dunque questa zona è stata interessata da intensi fenomeni di innalzamento e sprofondamento del suolo.

Nell’antichità, il mito attribuiva i fenomeni sismici dei Campi Flegrei al fatto che qui il sottosuolo ospitasse l’Ade. In questa zona si trova Baia, antica città romana, ora sommersa, che da due secoli prima di Cristo a tre secoli dopo Cristo fu meta di vacanze dell’aristocrazia romana. I resti sommersi di questa località, come di tutto il tratto di costa, sono stati tutelati grazie all’istituzione del Parco sommerso di Baia nel 2002, grazie ad un decreto congiunto del Ministero dell’Ambiente e del Ministro dei beni Culturali.

Il parco costituisce di fatto un esempio unico nel Mediterraneo per quanto riguarda la protezione archeologica subacquea. A circa 5 metri di profondità si possono trovare, in ottimo stato di conservazione, strade, lussuose ville, alcune dotate anche di peschiere per l’allevamento del pesce, mosaici, opere d’arte, resti di affreschi, impianti termali e portuali. Tra i principali edifici qui sommersi si trovano i resti del ninfeo imperiale di Punta Epitaffio, la villa dei Pisoni, un complesso termale e una peschiera a pianta semicircolare.

Nel 194 a.C., nell’attuale Pozzuoli venne istituita la colonia marittima di Puteoli che inizialmente arroccata sul promontorio si estese poi lungo la costa fino a diventare il più grande scalo marittimo di Roma, caratterizzato da un molo lungo 372 metri costituito dall’allineamento di almeno quindici grandi piloni quadrangolari.

Sempre lungo questa costa nel 37 a. C. venne realizzato da Vipsanio Agrippa per volere di Ottaviano il Portus Julius, un porto militare utilizzato durante la guerra civile contro Sesto Pompeo, dominatore dei mari. Il porto possedeva un molo costiero di 372 metri ed era difeso da una stretta e lunga diga sulla quale passava la via di collegamento detta Via Herculea. Questa località di villeggiatura fortemente interessata da bradisismo cominciò la sua lenta discesa in mare già dal VI secolo.

« Nullus in orbe sinus Baiis praelucet amoenis. » (Orazio)

Per maggiori informazioni visita: http://www.baiasommersa.it/