In questi giorni stiamo assistendo sui vari social, media, siti e blog ad una diatriba in merito all’utilizzo del casco in bicicletta.

Ivan Negretti Le tesi contrapposte si sviluppano attorno all’obbligo o meno dell’utilizzo del casco in bicicletta.

La tesi purista, nega l’obbligo, lasciando ad ogni singolo utente la scelta sull’utilizzo o meno del casco. Per loro l’obbligo implicherebbe necessariamente la riduzione dell’utilizzo della bici per piccoli spostamento quotidiani, per la casalinga che va a fare la spesa o il ragazzo che va a scuola. L’obbligo disincentiverebbe quindi l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto cittadino. I puristi non vedono nella sicurezza alcun tipo di vantaggio, atteso che nei centri urbani le velocità di per se ridotte ed i brevi tratti non esporrebbero gli utenti ciclisti a particolari pericoli.

I fautori dell’obbligo invece vogliono affermare un principio di sicurezza nell’utilizzo del casco, sciorinano dati sugli incidenti e gli effetti benefici della protezione del capo attraverso il casco.
Una diatriba che a volte si fa aspra, con scambi di reciproche accuse. Il tutto evidenzia in ogni caso come non ci sia un movimento ciclistico unito, che abbia a cuore la ciclabilità delle città e delle strade.

Assistiamo ad una mistificazione continua della realtà, da una parte i ciclisti urbani, dall’altra il mondo intero nemico.
Bisogna superare questa dicotomia, la bici è un mezzo di trasporto al pari delle auto, dei treni, dei mezzi pubblici in generale. La bici è il mezzo di trasporto urbano più efficiente, non inquina, non fa rumore, fa bene alla salute di chi la usa e di chi non la usa in generale.

Il vero problema non è l’obbligo del casco o meno, ma la sicurezza in generale. Bisogna spostare l’attenzione su come si urbanizzano le città, su quali scelte urbane si fanno per rendere ciclabile una città.

In questo contesto consiglio  il corso molto interessante che bikenomist.it organizza per promuovere la mobilità ciclistica.
Forse è arrivato il momento di fare un passo avanti, passare dalla mobilità motorizzata a quella umana in ogni senso.

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Sicurezza e bicicletta, possono andare d'accordo?
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Il perchè abbiamo bisogno di sicurezza