Nello scorso secolo la temperatura media dell’atmosfera è cresciuta di “soli” 0,7°C, da 1 a 6 gradi centigradi è la previsione per il prossimo secolo, a causa dei 26 milioni di tonnellate di anidride carbonica immesse ogni anno nell’aria. Questo aumento e’ considerato l’ultimo sopportabile dal Pianeta, il prossimo incremento di 6°C sarà fatale.

Siamo di fronte alla rottura di un equilibrio rimasto immutato per secoli e le conseguenze saranno devastanti e, di fatto, irreversibili:

– fusione estesa dei ghiacci e conseguente innalzamento del livello del mare;
– erosione profonda delle coste e incremento delle tempeste e delle alluvioni;
– annegamento degli atolli e morte delle barriere coralline;
– siccità ed impoverimento delle risorse idriche;
– incremento delle malattie, estinzione del 30% delle specie viventi, milioni di profughi ambientali.

Non ci sono più scuse: l’attuale cambiamento climatico non si può spiegare solo con cause naturali, un eccesso tale può essere dovuto soltanto alle attività industriali dell’uomo.

E’ normale che il ghiaccio marino artico si sciolga d’estate. Nel 2007 il fenomeno e’ stato al di fuori della norma: a settembre lo scioglimento dei ghiacci marini aveva superato il precedente record del 2005 di oltre 1.300 km2 aprendo nuove rotte di navigazione generalmente limitate alle navi rompighiaccio. Nel settembre 1979 i ghiacci artici si estendevano per 7,2 milioni km2; nel 2007 erano appena 4,3. Gli scienziati avevano previsto che il riscaldamento globale avrebbe portato alla fine della calotta polare artica perenne entro la fine di questo secolo. Una ricerca del 2007 indica invece che la regione polare potrebbe diventare mare aperto antro l’estate del 2030. O prima. Un altro modello di previsione prevede la fine dell’Artide come lo conosciamo entro il 2013.–Chris Carroll

Il Polo fonde
“Oggi non e’ possibile raggiungere attraverso lo stretto di Bering la piccola Diomede, una specie di scoglio abitato da 150 eschimesi Inupiak che giace sulla linea di cambiamento di data, le condizioni del pack sono instabili e precarie e la superficie impercorribile. Non c’e’ più continuità di ghiaccio. E pensare che questo tratto solo una generazione fa era un crocevia che si percorreva a piedi o in motoslitta. Oggi serve un anfibio.
Il polo oggi è un ambiente violato, la neve tende ad aumentare ma è una neve fragile e poco resistente.
I fiumi sono diventati trappole mortali per alcune specie come le Alci, e con la loro morte si sta indebolendo la catena alimentare legata a questi animali. Per non parlare del re dei ghiacci, l’orso polare, che ha difficoltà a cacciare per via del ghiaccio che si forma più lentamente e quindi si avvicina sempre più ai villaggi in cerca di cibo. Anche gli Inuit sono costretti a modificare i loro territori di caccia.”
– Luca Bracali, documentarista, ha sfidato l’estremo del Polo Nord per toccare con mano cosa significa l’effetto serra.

Il periodo gennaio-luglio 2007 e’ stato il secondo più caldo dal 1880 a oggi. Nell’estate del 2005 gli affluenti del Rio delle Amazzoni erano completamente in secca. La temperatura degli oceani è la più elevata da 11.000 anni ad oggi. Da 30 anni piove meno sulle foreste pluviali. Dal 1850 a oggi la quota di anidride carbonica nell’atmosfera e’ cresciuta da 280 ppm ad oltre 380. Nel 2002 l’estensione dei ghiacci e’ stata la più ridotta da quando vengono raccolti dati dai satelliti. I ghiacci del polo artico si stanno sciogliendo a una velocità che li vede diminuire del 9% ogni dieci anni. Se questo andamento continuerà in futuro, alla fine del XXI secolo l’interazione tra le acque più calde dei mari circostanti e l’aumento della temperatura terrestre li avrà fatti scomparire del tutto.

Il riscaldamento globale avrebbe prodotto una variazione nei flussi d’aria che circolano intorno all’Antartide attirando masse d’aria calda dal Sud America. Il primo e più macroscopico effetto di questa variazione delle correnti si e’ registrato nel 2002, quando dalla calotta che ricopre la Baia di Ross si e’ distaccato un enorme iceberg, il Larsen B.
Anche se a livello medio la temperatura della penisola antartica negli ultimi cinquanta anni e’ aumentata solo di 2,2 gradi centigradi, in alcuni giorni particolarmente caldi a causa dei venti settentrionali, questa salirebbe fino ai livelli record di 10°C sopra la media.
Sarebbero state proprio queste masse d’aria calda a modificare localmente il clima e a permettere all’iceberg di staccarsi dal resto della calotta di ghiaccio che ricopre la Baia di Ross.
Le temperature record sono cicliche in Antartide, ma mai prima d’ora avevano prodotto effetti come questi.
I sedimenti raccolti in mare mostrano infatti che l’iceberg Larsen B e’ rimasto attaccato alla calotta per più di 5000 anni.

Coralli bianchi
Il riscaldamento dei mari è responsabile dello sbiancamento dei coralli, cioè della morte delle minuscole alghe simbionti, le zooxantelle, che si trovano nell’endoderma che circonda la cavità gastrica dei polipi corallini. Nel 1998, il fenomeno si è verificato nella barriera della Polinesia francese, propagandosi per tutto l’Oceano Indiano, sbiancando il 90% delle Maldive, per poi raggiungere l’Africa e i Caraibi. Il fenomeno in parte è reversibile, ma se le temperature degli oceani continuassero a salire, condannerebbero i coralli alla morte definitiva.