the-most-dangerous-species-in-the-mediterranean_50290a5985e8aNon rinunciamo all’obiettivo del futuro, arrivare a rifiuti zero. Riciclare conviene a tutti, meno alle multinazionali degli inceneritori!

Dividere gli scarti non è una fatica, ma un dovere civico.
Accanto al riciclo, bisogna considerare anche il riuso dei prodotti.
Alcuni tipi di bottiglie ed altri contenitori di vetro possono essere lavati e riutilizzati decine di volte. Il sistema dei vuoti a rendere su cauzione è molto rispettoso dell’ambiente, infatti il riutilizzo dei prodotti è molto più economico in termini energetici del loro riciclo. Sapere utilizzare i prodotti senza rovinarli significa prolungarne la vita e ridurre la necessità di acquistarne di nuovi.

► Ogni anno nel mondo si producono 671 milioni di kg di plastica
► In ogni km quadrato di oceano galleggiano 18 mila bottiglie di plastica

Noi consumatori dobbiamo adottare comportamenti responsabili attraverso un consumo critico, riciclare è bene, ma produrre meno rifiuti è sicuramente meglio!
Bisogna al più presto riorganizzare il sistema dei consumi, le abitudini quotidiane dello spreco comune.
La raccolta differenziata porta a porta è uno dei sistemi più efficienti per fronteggiare l’emergenza dei rifiuti. Essa consente di ridurre il volume dei rifiuti, di risparmiare materie prime ed energia e soprattutto di difendere l’ambiente.
Il rifiuto urbano (RU) prodotto nelle nostre case e dal nostro vivere quotidiano è composto principalmente da tre macro frazioni, cui fanno seguito destini diversi: frazione umida, secco riciclabile e secco non riciclabile.
I rifiuti organici vanno separati dal resto già in casa, e sono utili per produrre “compost” ottimo come fertilizzante e per molti altri usi.
I rifiuti riciclabili sono carta, legno, metalli, plastica e vetro.
Tutti questi materiali, separati in casa, possono rientrare nel ciclo produttivo.
I rifiuti pericolosi devono essere isolati: pile e batterie scariche, farmaci scaduti, oli esausti e tutti quei prodotti contrassegnati con una T (tossici), con una F (infiammabili) oppure con entrambe T/F.

Cosa e Come puoi Riciclare
La raccolta differenziata, si rivolge principalmente a:
Carta e cartone, Vetro, Lattine, Scatolette, Plastica, Rifiuti Organici, Indumenti usati e stracci, Rifiuti Ingombranti, Rifiuti Pericolosi, Legno, Oli esausti, Pile esauste/batterie, Farmaci scaduti, Pneumatici.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEL VETRO
Riciclare vetro vuol dire risparmiare energia. Il vetro viene prodotto fondendo la sabbia ad alta temperatura, i rottami in vetro, quindi, possono essere fusi e trasformati in nuovi prodotti. Bottiglie e barattoli di vetro fondono a temperature comprese tra gli 800 ed i 1500°C, a questo punto, l’impasto viene reso omogeneo con una miscelazione, viene affinato e spesso decolorato, quindi puo essere usato per ricavare nuovi articoli di vetro. Il riciclo del vetro e’ molto conveniente dal punto di vista energetico.

Cosa gettare nella campana del vetro: bottiglie, barattoli, vasetti di qualsiasi colore.
Cosa non gettare: lampadine, lastre di vetro, stoviglie, oggetti in ceramica, bottiglie contenenti materiali infiammabili, specchi e cristalli.
Curiosità: in futuro si fara la raccolta del vetro dividendolo per colore.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA CARTA
La carta raccolta rappresenta circa il 30% dei rifiuti prodotti, il suo recupero consente un notevole risparmio economico.
La carta riciclata viene utilizzata per fare giornali quaderni e cartone.
Cosa gettare nella campana della carta: giornali, riviste, quaderni, vecchi libri, piccole scatole da imballo, moduli a carta continua, carta pulita in generale.
Cosa non gettare: carte plastificate, metallizzate, oleate, vetrate, a carbone, tetra pack (cartoni del latte e dei succhi di frutta).
Curiosità: il risparmio energetico per 1 kg di carta che viene riciclata e’ pari all’energia di 17 lampadine tenute accese per 1 ora.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA
La plastica puo’ essere recuperata e riciclata per produrre nuovi oggetti. La plastica e’ un rifiuto indistruttibile e inquinante.
Cosa gettare nella campana della plastica: bottiglie, flaconi dei detersivi e contenitori per liquidi in generale.
Cosa non gettare: contenitori e bottiglie di sostanze tossiche (recano sull’etichetta “T” o “X”) e ustionanti (recano sull’etichetta “F” o il simbolo della fiamma), sacchetti per la spesa, polistirolo, posate, piatti e bicchieri di plastica.
Qualche consiglio pratico: svuotate le bottiglie, schiacciatele e richiudetele per evitare che riacquistino volume.
Eliminate le etichette di carta prima di introdurre bottiglie e flaconi nelle campane.
Curiosità: con 30 bottiglie di acqua minerale si puo fare un maglione in pile derivato dalla trasformazione del PET.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELL’ALLUMINIO
L’alluminio si ricicla al 100% e all’infinito con un enorme risparmio di energia e materia, infatti il prodotto ricavato dalla rifusione ha le stesse caratteristiche del prodotto ottenuto dalla materia prima.
Cosa gettare nella campana dell’alluminio: Lattine, scatolette, contenitori, fogli e vassoi di alluminio, carta stagnola. Riciclando l’alluminio si ha inoltre la possibilità di recuperare altri metalli, come ad esempio lo stagno, che il nostro Paese e’ costretto ad importare.
Cosa non gettare: bombolette spray, contenitori di vernici e solventi.
Qualche consiglio pratico: schiacciate le lattine per diminuirne il volume. I contenitori devono essere per quanto possibile puliti.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DI BATTERIE E PILE
Cosa gettare nel contenitore delle pile: Pile (di giocattoli, walkman, telecomandi ecc.), pile a bottone, batterie di telefonini e batterie ricaricabili.
Cosa non gettare: le batterie delle automobili.

RACCOLTA DELL’OLIO ESAUSTO
Puoi conservare l’olio fritto (fallo prima raffreddare!) in una piccola tanica (o una bottiglia di plastica) chiusa ermeticamente. Quando è piena puoi portarla all’isola ecologica più vicino casa!
E’ molto importante non buttare l’olio nel lavandino (!!!) E’ necesario un corretto e controllato smaltimento dell’olio vegetale esausto ai fini della salvaguardia dell’ambiente.
L’olio, una volta raggiunto lo specchio d’acqua superficiale, può formare una sottile pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione e compromette l’esistenza della flora e della fauna. E’ impressionante pensare che 1 solo kg di olio usato è sufficiente per coprire una superficie di 1000 metri quadrati; inoltre, se disperso nel sottosuolo, l’olio può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani, rendendoli inutilizzabili; un litro di olio mescolato ad un milione di litri d’acqua basta per alterare il gusto in limiti incompatibili con la potabilità. Il riciclaggio di questo rifiuto produce un notevole risparmio sotto diversi punti di vista: immediatamente verificabile è il suo riutilizzo come materia prima ma notevole è anche la riduzione dei costi di manutenzione degli impianti di depurazione, gravemente danneggiati dalla sostanza viscosa che si forma nelle condutture. Dopo un processo di rigenerazione, l’olio diventa sostanza grezza e in relazione al suo grado di purezza e trasparenza raggiunta può essere riutilizzato per la produzione di asfalti e bitume, lubrificante rigenerato, biodisel per trazione carburante altamente ecologico, per la produzione di mastice, collanti e saponi industriali. Il residuo finale, cioè la parte più sporca, viene utilizzata negli impianti industriali tipo cementifici come combustibile.
In Italia è attivo un numero verde, chiamandolo riceverai informazioni su come riciclare l’olio e dove portarlo 800-863048
Puoi trovare maggiori approfondimenti sulla legislazione europea per la gestione dei rifiuti, sul sito dell “attivita’ dell’Unione europea

Biodegradabilità dei rifiuti

➡ Tempi medi di degradazione naturale dei rifiuti nel Terreno:
• Una gomma da masticare (5 anni)
• Una lattina d’alluminio per bibite (10 -100 anni)
• Un contenitore di polistirolo (oltre 1000 anni)
• Schede telefoniche, ricariche e simili (oltre 100 anni)
• Un mozzicone di sigaretta (1-2 anni)
• Il torsolo di una mela (3 mesi)
• Fiammiferi o cerini (6 mesi)
• Giornali e riviste (6 mesi, più di 10 anni)
• Una bottiglia di vetro (circa 400 anni)
• Una bottiglia o un sacchetto di plastica (100-1000 anni)
• Piatti e posate di plastica (100-1000 anni)
• Un pannolino usa e getta (circa 400 anni)
• Indumento di lana o cotone (1 anno)
• Fazzoletti e tovaglioli di carta (3 mesi)
• Un cartone di latte o succo (1 anno)
• Una scatola di cartone (2 mesi)

➡ Tempi medi di degradazione naturale dei rifiuti nel Mare:
• Una gomma da masticare (5 anni)
• Una lattina d’alluminio per bibite (500 anni)
• Un contenitore di polistirolo (da 100 a 1000 anni)
• Schede telefoniche, ricariche e simili (1000 anni)
• Un mozzicone di sigaretta (2-5 anni)
• Il torsolo di una mela (3-6 mesi)
• Fiammiferi o cerini (6 mesi)
• Giornali e riviste (2 mesi)
• Una bottiglia di vetro (1000 anni)
• Una bottiglia o un sacchetto di plastica (1000 anni)
• Accendino di plastica (100-1000 anni)
• Un pannolino usa e getta (circa 200 anni)
• Indumenti di lana o cotone (8-10 mesi)
• Fazzoletti e tovaglioli di carta (3 mesi)
• Tessuti sintetici (500 anni)
• Una buccia di banana (2 anni)