Contrada Pisani, Pianura di Napoli
OCEANUS, dal 2009, ha offerto assistenza legale gratuita a tutti i cittadini di Pianura che si volessero costituire parte civile nel processo per Disastro colposo.

OCEANUS Souvenir da Pianura, Napoli
Tenere lontano dalla portata di chiunque!
Avvertenze: questa confezione contiene terreno inquinato da rifiuti tossici provenienti dalle fabbriche del nord Italia sversati a Contrada Pisani, Napoli (almeno) questi vasetti saranno RI-SPEDITI al mittente!

 

 

Creando la possibilità di inserirsi per tutti i residenti nel processo e dare forza all’azione promossa dalle associazioni come singoli cittadini. Si è costituito un gruppo di consulenti tecnici scelti ed indicati da OCEANUS onlus e nominati dai cittadini di Pianura, il tutto sempre a titolo gratuito, allo scopo di dimostrare l’alta incidenza tumorale nelle zone interessate dalla Discarica e per meglio rappresentare le giuste instanze della popolazione residente; a difesa delle loro e nostre condizioni di salute.

I Medici per l’ambiente aderirono al processo offrendo la loro professionalità, in particolare il dott. Antonio Marfella, tossicologo, il dott. Gerardo Ciannella, medico del lavoro e socio OCEANUS onlus ed il dott. Giuseppe Comella, oncologo.

Il 15 Novembre 2010 la nostra opposizione all’archiviazione del processo, insieme a quella delle altre associazioni, fu accolta, fu emesso un capo d’imputazione ed il giudizio proseguì. Le indagini proseguirono per DISASTRO AMBIENTALE. All’udienza innanzi al Gip Buccino Grimaldi i legali di OCEANUS onlus presentarono una relazione tecnica dei nostri consulenti, medici per l’ambiente, per chiedere di non archiviare il processo e per ottenere un supplemento d’indagine. L’opposizione all’archiviazione ebbe esito positivo. Il Gip, pur accogliendo l’archiviazione per il reato di epidemia colposa, volle che i veleni di Pianura siano oggetto di un processo perché le relazioni dei periti allegate all’inchiesta raccontarono una realtà ambientale terrificante.

 

Insieme con OCEANUS onlus in questa battaglia di dignità e giustizia anche nomi importanti, come Beppe Grillo, e personaggi noti del mondo della musica e dello spettacolo, come Maurizio Capone e i Bungt&Bangt , gli’A67, Marco Zurzolo e Ciccio Merolla.

I volti noti di una buona causa

 

Il registro tumori in Campania
Il registro dei tumori della regione Campania non è mai stato attivato, senza è impossibile stabilire una relazione, valida in tribunale, tra la crescita esponenziale di tumori su un certo territorio e la presenza nei paraggi di una discarica o di un sito di smaltimento di rifiuti tossici. Dei circa 2 milioni e mezzo di euro stanziati per la realizzazione del registro dei tumori regione Campania, con la delibera del 17 luglio 2007, si sono perse le tracce.

FIRMA LA PETIZIONE ONLINE PER CHIEDERE CHE VENGA SUBITO ISTITUITO

Il 4 marzo del 2010, durante un incontro a Napoli, parte delle firme furono consegnate personalmente all’europarlamentare Luigi De Magistris, membro della Commissione europea ambiente che curava la gestione dei rifiuti.

I RIFIUTI TOSSICI DEL NORD IN CAMPANIA
Vari comuni del torinese (Chivasso, Robassomero, Orbassano), San Giuliano Milanese e Opera (Milano), Cuzzago di Premosello (Milano), Riva di Parabbiago (Milano), Pianoro (Bologna), Parona (Pavia), Mendicino (Cosenza), San Gregorio (Reggio Calabria), Brindisi, Roma.

FER.OL.MET Spa impianto di depurazione (via della Pace, 20 – 20098 San Giuliano Milanese, Milano): 21 tonnellate di fanghi, 552 tonnellate di fanghi di verniciatura.

22 tonnellate di morchie di verniciatura, resine e fanghi arrivano dalla provincia di Padova.

TOCCO MAGICO Spa (via Giulio Verne, 21 – 00157 Roma): 25 tonnellate di rifiuti speciali cosmetici scaduti.

SICAF di Premosello (Novara): 16 tonnellate di scarti di collante acrilico, 50 tonnellate di morchie di verniciatura.

CENTRO STOCCAGGIO FERRARA di Robassomero (Torino): 79 tonnellate di rifiuti speciali industriali, 13 tonnellate di polveri di amianto bricchettate.

FONDERIE RIVA Spa (via Vela, 9/A – 20015 Parabbiago, Milano): 1106 tonnellate di scorie e ceneri di alluminio

Ma la peggiore sembra essere l’ACNA (azienda coloranti nazionali e affini) di Cengio (TORINO) che fu chiusa per rischio socio-ambientale nel 1999.
La fabbrica produceva veleni, sostanze venefiche delle più pericolose: diossine; ammine (composti organici derivanti dall’ammoniaca e contenenti azoto); composti dello zolfo, del cianuro. I fanghi sono stati trasferiti in Campania, a bordo di camion e su navi fatte affondare.

“A Pianura sono arrivate almeno 800 mila tonnellate dei rifiuti di Cengio, azienda per noi emblematica del disastro ambientale causato dal Piemonte.” Nicola de Ruggiero, assessore all’ambiente della Regione Piemonte.

di seguito le fonti delle notizie sopra riportate:
http://www.napolionline.or g/new/pianura-e-bagnoli-in chiesta-sui-veleni
http://napoli.repubblica.i t/dettaglio/Pianura-ecco-i -veleni-delle-aziende-del- Nord/1417393
http://www.repubblica.it/2 008/01/sezioni/cronaca/rif iuti-4/veleni-pianura/vele ni-pianura.html
http://www.globalproject.i nfo/it/in_movimento/Soprav viventi/442