4050 miglia; 81 partecipanti di cui 10 donne; 11 diverse nazionalità; 30giorni di navigazione circa. Questi sono i numeri della storica regata che si svolge ogni due anni dal 1977 quando fu creata dall’inglese Bob Salmon. LaMini Transat, oggi a 40 anni dalla sua prima edizione, è una regata insolitario senza assistenza e senza comunicazione su imbarcazioni della lunghezza di sei metri.

L’edizione di questa regata si svolge in due tappe: la prima tappa parte da La Rochelle in Francia per arrivare alle Canarie. Dalle isole Canarie inizia la traversata dell’Atlantico fino ai Caraibi, in Martinica. La durata della prima tappa è di 1350 miglia e dura mediamente 6-8 giorni, mentre la seconda di 2700 miglia può arrivare fino a 20 giorni di mare per chi è alla prima esperienza oceanica. Partendo da La Rochelle i partecipanti si lasciano alle spalle il Pertuis d’Antioche, passando a Nord dell’isola di Oleron, prima di entrare nel temuto Golfo di Biscaglia. In seguito doppieranno Capo Finisterre costeggiando il Portogallo. Da Sud del Portogallo fino a Gran Canaria i venti sono generalmente da Nord quindi si normalmente si prevede un arrivo alle andature portanti. La seconda tappa parte i primi di novembre e i concorrenti, dopo aver doppiato l’uscita dall’arcipelago delle Canarie perturbata dai rilievi importanti di queste numerose isole incontreranno rapidamente gli alisei fino a Le Marin in Martinica. Un mese di navigazione in solitario tra cielo e mare, senza assistenza, in condizioni talvolta dure fa di questa regata una sfida estrema. L’abilità in questa regata non sta solo nel far correre la barca più velocemente possibile: è necessario sviluppare conoscenze di strategia di regata e competenze metereologiche; gestione del sonno, equilibrio nutrizionale, gestione delle emergenze. La regola che connota bene lo spirito “Mini” è il divieto di qualsiasi collegamento degli skipper con l’esterno. La sola comunicazione concessa è quella con gli altri concorrenti tramite Vhf e l’unica strumentazione concessa è il GPS non cartografico. Questo per evitare costosi sistemi satellitari e per mantenere l’approccio tradizionale alla navigazione.

OCEANUS partecipa alla competizione a bordo di “Alla grande Ambeco” con lo skipper Ambrogio Beccaria