Tira aria di cambiamento nell’Unione Europea che annuncia il suo addio alla Plastica monouso. Decisione d’obbligo, l’Europa è sommersa dalla plastica da quando, gennaio 2018, la Cina non accetta più plastica e carta dal resto del mondo (si tratta del 56% del totale). Dunque è allarme riciclo. L’Europa si sta intasando di imballaggi usati che la Cina non vuole più ricevere. Plastica, carta, metalli raccolti con diligenza da milioni di europei, italiani compresi, fino a un anno fa riempivano le navi per andare in Cina a riciclare.

Il mercato europeo dei prodotti rigenerati è troppo piccolo rispetto all’offerta smisurata di materiali da riciclare e così, in queste settimane, il Parlamento europeo approva la direttiva che mette al bando alcuni prodotti usa e getta. Un provvedimento unico a livello globale volto ad affrontare la questione dei rifiuti alla fonte: fermare la distribuzione sul mercato di alcuni articoli e limitarne fortemente quella di altri prodotti.

In particolare, sono 10 i beni in plastica oggetto della direttiva a cui dovremmo dire addio in toto o in parte.
Fra gli oggetti in plastica monouso che saranno eliminati completamente dal mercato ci sono i Cotton fioc, posate, piatti, aste per palloncini, mescolatori per bevande e cannucce, scatole monouso per hamburger e panini, i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati. Mentre altri beni di più difficile sostituzione subiranno comunque una forte limitazione nella distribuzione.

In merito agli attrezzi da pesca, che rappresentano il 27% dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee, gli Stati membri dovrebbero garantire che almeno il 50% di questi, smarriti o abbandonati venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio di almeno il 15% entro il 2025.

La direttiva si presenta insieme con un’altra proposta a favore di una bonifica dell’ambiente marino: prevede infatti l’installazione di impianti di raccolta portuali, al fine di assicurare che i rifiuti prodotti in mare, a bordo delle navi, tornino a terra per essere riciclati e trasformati direttamente nei porti.