L’acqua è una risorsa rinnovabile, che rischia però di esaurirsi nella sua forma adatta agli usi umani: l’acqua potabile.
La crescita demografica della popolazione mondiale, l’aumento del consumo di acqua nei paesi più ricchi e l’inquinamento delle risorse idriche stanno infatti creando uno squilibrio tra le risorse e la richiesta di acqua potabile che rende per molte persone impossibile l’accesso a questo bene indispensabile.

L’emergenza acqua che ne deriva occuperà nei prossimi decenni le istituzioni e i governi del mondo nel tentativo di trovare soluzioni più eque nello sfruttamento e nella distribuzione delle risorse idriche e scongiurare cosi il pericolo concreto che il numero delle persone che non hanno accesso all’acqua passi dal 1,5 miliardi di oggi ai 4 miliardi stimati per il 2025.

Riflettere sul nostro modo di utilizzare l’acqua è molto utile per comprendere come sia vivere senza e soprattutto per prendere coscienza di quanta ne sprechiamo nei gesti di tutti i giorni.

Di seguito oltre alle informazioni troverete idee e suggerimenti, piccoli gesti quotidiani del vivere sostenibile, per risparmiare, utilizzare meglio, apprezzare e rispettare di più un bene prezioso come l’acqua.

Di tutta l’acqua esistente, solo il 2,5% è potabile.
Di questa il 99,7% è racchiusa nei ghiacciai o raccolta sotto terra in profondità.
Lo 0,3% che rimane costituisce il ciclo dell’acqua, uno dei sistemi di sostegno della vita del pianeta.
Da un rubinetto aperto escono in media 12 litri d’acqua al minuto: spetta a noi farne un buon uso.
L’acqua del rubinetto non inquina. L’acqua minerale che proviene da zone molto lontane dal luogo di acquisto, provoca un forte impatto ambientale dovuto al trasporto.

L’acqua del rubinetto è pura. Per legge, i controlli sull’acqua dell’acquedotto pubblico sono più frequenti e i parametri hanno valori più restrittivi rispetto a quelli riferiti all’acqua minerale.

Se si avverte odore di cloro, basta versare l’acqua in caraffa e lasciarla riposare qualche minuto:
il cloro evapora molto rapidamente.
E’ utilissimo inserire i frangigetto in ogni rubinetto di casa, in questo modo è possibile ridurre il consumo d’acqua del 50%, risparmiando pertanto circa 6.000 litri all’anno per famiglia.
Controlliamo periodicamente l’impianto idrico e ripariamone tempestivamente le perdite. Una goccia al secondo può comportare uno spreco di oltre 5.000 litri d’acqua l’anno.
Se si innaffia il giardino di sera, si riduce anche l’evaporazione e si aumenta l’efficacia dell’irrigazione.
Utilizzando gli elettrodomestici con parsimonia e sempre a pieno carico, si possono risparmiare da 8.000 a 11.000 litri d’acqua all’anno per famiglia.
Quando ci si lava i denti, ci si rade o ci si insapona, è meglio evitare di tenere il rubinetto sempre aperto. Controllando il flusso d’acqua, si possono risparmiare fino a 2.500 litri l’anno a persona.
Evitiamo di gettare farmaci, solventi, oli nel lavandino o nel water. Un litro d’olio, infatti rende imbevibile un milione di litri d’acqua.
Sulle Alpi sono stati censiti oltre 200 varietà di habitat. Preservarli dipende anche dalle nostre abitudini quotidiane che devono essere attente agli sprechi di acqua ed energia.

L’acqua degli Italiani
Gli italiani consumano mediamente 250 litri di acqua al giorno per scopi domestici, con variazioni piuttosto consistenti tra le varie regioni e soprattutto tra le diverse zone abitative. Generalmente i consumi idrici domestici sono molto più alti nelle città che nei centri rurali. Mediamente gli italiani sfruttano la loro disponibilità d’acqua per i seguenti scopi:
39% per bagno o doccia
20% per i sanitari
12% per il bucato
10% per il lavaggio delle stoviglie
6% per l’uso in cucina
6% per il lavaggio auto e per il giardino
6% per altri usi
1% per bere

L’acqua è il più importante elemento necessario affinché a ognuno sia assicurato il diritto umano universale “a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia ”
articolo 25, Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo

« Se, nei prossimi dieci o quindici anni, non verra concertata nessuna azione volta a garantire la fornitura dell’acqua in un quadro mondiale efficace di regolamentazione politica, economica, giuridica e socioculturale, il suo dominio provochera’ innumerevoli conflitti territoriali e condurra’ a rovinose battaglie economiche, industriali e commerciali » Riccardo Petrella, consigliere alla Commissione Europea, professore all’Universita Cattolica di Lovanio e Presidente del Club di Lisbona, ed e cio’ che gia’ si sta verificando in diverse parti del mondo.

Ogni anno 5 milioni di persone – per lo più bambini – muoiono per malattie legate alla scarsa quantita e alla cattiva qualita dell’acqua.