Gli squali Vivono sulla Terra da quasi 400 milioni di anni, ma nell’arco di pochi decenni il loro numero e drammaticamente sceso, un terzo delle specie e' ormai a rischio di estinzione.
La causa di tale sterminio e' soprattutto la pesca indiscriminata. E le maggiori responsabilita' ricadono sull’Europa, dove la cattura degli squali e' aumentata tra il 1990 e il 2005 del 22 per cento, di cui l’80 per cento e' imputabile a 20 paesi fra cui Spagna, Portogallo, Regno Unito e Francia.
L'Italia e' il paese europeo con le maggiori catture in Mediterraneo, con circa 1.000 tonnellate all’anno, seguito da Turchia, Grecia e Spagna.
La mattanza che avviene nel Mediterraneo e' legata soprattutto al tipo di pesca, in quanto gli squali vengono catturati con le reti a strascico, con i palangari e con le reti derivanti illegali, tuttora largamente usate nonostante il bando decretato dall'UE e dal Consiglio generale sulla pesca per il Mediterraneo.
Ma non e' solo l’Europa a sterminare gli squali.
Quasi 73 milioni di esemplari, sui 100 che ogni anno vengono mediamente catturati in tutti i mari, finiscono nelle reti solo per la cartilagine dello loro pinne, un ingrediente base della zuppa di pescecane, che sui mercati asiatici ha un valore che si aggira attorno ai 600 euro al chilogrammo.
La "zuppa di pinne di pescecane",di origini antichissime, veniva considerato un cibo riservato alle classi piu ricche, oggi il piatto cinese, ha avuto una grande diffusione nell'intero Oriente e nel resto del mondo.
Con i moderni mezzi di pesca su larga scala, la materia prima per questo piatto puo essere ottenuta in quantita immense ed in tempi brevissimi. La zuppa di pinne di pescecane continua a venire considerata uno status symbol, molto utilizzata soprattutto per pranzi ufficiali e cerimonie, ed il suo prezzo e' piu che mai elevato.
Tuttavia il miglioramento della qualita di vita in Cina ha fatto si che un ampio spettro di persone possa oggi permettersi di consumare questo cibo, e la domanda del mercato continua ad aumentare.
La produzione ed il commercio di pinne sono massimi in Cina, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Giappone.
La conseguenza disastrosa e' che sono state e continuano ad essere decimate selvaggiamente numerose popolazioni di molte specie di squali per ottenere le pinne.
Il fatto che le pinne abbiano un valore sul mercato altamente piu elevato di quello che ha la carne del corpo, ha portato al cosidetto "finning", che potremmo tradurre coniando il termine di "spinnamento", ossia alla pratica della pesca dello squalo con immediata asportazione delle pinne e conseguente scaricamento a mare dell'animale cosi orrendamente menomato. Coloro che praticano questa pesca preferiscono riempire le loro navi di sole pinne o con altri pesci di maggior valore, quali tonni e pesci spada, piuttosto che con i corpi degli squali. Si tratta ovviamente di uno spreco di cibo inaccettabile oltre che di una pratica moralmente intollerabile e assolutamente non necessaria.
Tutta la carne del corpo, pari al 95-99% dello squalo, e' infatti buttata via, e l'animale privato delle pinne, se non e' gia morto quando viene tirato a bordo e comunque destinato ad una inutile agonia.
Gli squali sono animali estremamente vulnerabili, soprattutto a ragione del fatto che hanno dei meccanismi di riproduzione delicati. Impiegano diversi anni per raggiungere la maturita sessuale; hanno periodi di gestazione lunghi, che giungono fino ad un massimo di due anni; infine producono un numero di piccoli basso o comunque relativamente ridotto per volta, da uno ad alcune decine di individui, anziche migliaia o milioni come avviene invece nei pesci ossei.
Il finning e' attualmente proibito in Stati Uniti, Canada, Brasile, Australia e Oman.
In Italia vengono consumate grandi quantita di carne di pesci cartilaginei in genere, per lo piu' provenienti da altri Paesi, tanto che, secondo i dati pubblicati dalla FAO, che pur devono essere considerati ampiamente lacunosi, saremmo i maggiori importatori a livello mondiale. Fortunatamente il nostro non e' tra i Paesi che praticano il "finning", e da noi le pinne al contrario vengono scartate.
L'Italia e' comunque purtroppo da includere tra quelle Nazioni in cui non sono stati sino ad oggi raccolti dati esaurienti sulle specie oggetto di pesca, che sono invece necessari per istituire corretti piani di conservazione.
Oceanus collabora con MedSharks alla raccolta di firme affinche si possa attuare un efficace Piano d’Azione europeo per la conservazione degli squali, animali preziosi ma vulnerabili.
firma anche tu cosi da:
• ridurre significativamente le catture di squali
• proteggere le specie di squali e razze in pericolo d'estinzione
• promuovere un bando totale del finning