Ogni anno i pescatori giapponesi cacciano e uccidono circa ventimila delfini.
La cattura dei delfini non è legata soltanto all'industria alimentare e al consumo nei ristoranti, ma anche al business dei delfinari e dei circhi acquatici, violando così la Convenzione di Washington che prevede la moratoria della caccia ad alcune specie di questi mammiferi.
Con la scusa di diffondere tra la popolazione la conoscenza del mare, le autorità giapponesi vogliono incoraggiare la cattura anche di specie sotto tutela, come il Lagenorinco dai denti obliqui (Lagenorhynchus obliquidens).
Nel mondo quasi il 65% dei delfini detenuti nei parchi divertimento proviene da catture in mare.
Tutti i delfinari italiani, ad esempio, detengono o hanno detenuto delfini di cattura o di prima generazione nati in cattività.
La cattura inizia in mare aperto: i pescatori giapponesi, avvistati i branchi, iniziano a battere violentemente su barre di acciaio parzialmente immerse in mare, creando una barriera sonora che spinge i delfini nella baia di Taiji. Alcuni motoscafi chiudono poi l'insenatura con delle reti. I delfini, ormai in trappola, si dibattono con violenza nel tentativo di liberarsi. Intanto alcuni subaquei si immergono e isolano dal branco gli esemplari giudicati più adatti per essere rivenduti ai delfinari. Gli altri vengono invece arpionati e portati a riva per il sezionamento e l'invio ai mercati.
La Convenzione di Washington inserisce i delfini di Taiji in una lista che prevede non già il divieto assoluto di caccia, stabilito per gli animali in via di estinzione, ma l'istituzione di quote di prelievo; il Giappone può così catturarli con l'alibi ipocrita di difendere le risorse ittiche dai possibili predatori, a tutto vantaggio in realtà dell'industria alimentare e di quella del divertimento.
La mattanza dei delfini nella baia di Taiji è un crimine contro la natura inaccettabile in tutto il resto del mondo!
Contribuisci anche tu a fermare questo massacro legalizzato, che viene puntualmente perpetrato ogni anno con il pieno avallo del governo giapponese, già tristemente noto per la “pesca scientifica” delle balene.
Aderisci firmando la petizione su: www.thepetitionsite.com/takeaction/427037941