Ci risiamo. Come ogni inizio estate, alle isole Fær Øer, all’incirca un migliaio di globicefali sono oggetto di una stupida, crudele caccia, niente affatto dettata da una necessità di sussistenza o pratica commerciale. Si tratta di una “tradizione” e in nome della tradizione queste stupende, pacifiche creature vengono raggiunte, accerchiate e spinte con piccole imbarcazioni dentro baie protette. Ad aspettarli sulla spiaggia buona parte della gente del posto. Molti bambini guardano e qualcuno prova a partecipare alla mattanza. Come dire, meglio impararle da piccoli certe cose, affinché diventino normali, accettabili, tradizione appunto.

Alle Fær Øer la chiamano “grind”. E che il resto del mondo smetta di ficcanasare e inorridire, che pensino alla corrida e ai macelli, alla caccia alle balene dei giapponesi e alla medicina cinese e… un po’ a tutti loro penso e dedico il mio girare, unico fine “non appartenere” a tutto questo.

Alle immagini che girano in rete di questi animali che catturano e ne macellano altri preferisco pubblicare questo breve video che racconta un incontro, fortunatamente, uno dei tanti. Questa volta eravamo poco fuori le coste della Bretagna francese.

I globicefali sono animali molto curiosi e mansueti, avvicinarli è facile.
Osservarli in natura è un dono, rispettarli un dovere.