In mare la paura è utile, il panico uccide; in mare la libertà non è un fine, ma un mezzo; in mare non bisogna dimostrare, ma bisogna essere; in mare bisogna saper ascoltare la voce del mare.

Esistono dei posti magnifici in questo Pianeta, dei posti che ti avvicinano a Dio, al Creato o più semplicemente alla Natura e allora ti senti granello di sabbia e oceano nello stesso tempo.
Molti di quei posti li ho raggiunti navigando a vela, in mare per giorni, per settimane.

Il tempo è scandito, non più dalle ore, ma dalle albe e tramonti.
Si naviga da soli per miglia e miglia, unici testimoni di uno spicchio di mare che non aspetta altro che sorprenderti.
Si contempla il cielo.
Si ascolta la barca.
Si scruta il mare fin dove la vista può spingersi.

L’unico pensiero è farsi trovare pronti.

Il mare concede momenti unici e irripetibili, la morte scampata di un soffio, una pesca miracolosa, un’onda improvvisa alta quanto un palazzo in pieno oceano, che si chiude e ti risparmia benevola di poppa, tempeste che durano giorni e bonacce che durano troppo e ti scavano l’anima.

Molte storie finiscono nei racconti da scambiarsi a terra, altre custodite nei diari di bordo e in tutte più o meno c’è la stessa gratitudine, sono qui e posso raccontare la mia storia.

Pregate e proteggete il vostro Dio per mare o fra le vette di questo Pianeta, la natura è il Dio stesso che venerate in Cattedrali, Sinagoghe e Moschee.