Doveroso tifare per una soluzione accettabile da tutti, che eviti l’uscita traumatica della Grecia dall’Euro con il rischio di aprire scenari inimmaginabili. Ma detto questo: è chiara a tutti la reale situazione della Grecia? E’ noto a tutti come si sia arrivato a tanto?

La crescita della Grecia, seppur di molto superiore ad altri paesi in Europa fino al 2007, era in gran parte dovuta a conti pubblici ripetutamente truccati e false dichiarazioni del governo greco all’Europa.

Proprio come è accaduto in Italia, anche per la Grecia, l’ingresso nell’Euro è stata una straordinaria occasione per risanare il Paese grazie a nuove condizioni fra cui la riduzione importante del tasso di interesse sul debito e riduzione dell’inflazione.
Occasione del tutto mancata! Perché in Grecia una generazione politica (2000-2009) ha preferito colpevolmente continuare con benefici indiscriminati aumentando il deficit.

Proprio noi Italiani, non dovremmo fare troppa fatica ad immaginare oltre a inaccettabili privilegi anche una dilagante economia sommersa come quella greca con una fortissima evasione fiscale e falsi catastali. E da Italiani, tirati su da “mani pulite” a “mafia capitale” salta subito all’occhio che le spese per le Olimpiadi del 2004 furono spropositate, insostenibili; che non sono accettabili salari e pensioni del settore pubblico pari all’80% della spesa o pensionamenti a 50 anni per professioni usuranti. Ma più in generale con deroghe e “finestre” ai Greci era consentito di andare mediamente in pensione a 62 anni.

Ci sono poi delle spese incomprensibili come i 770Mila euro per la rimozione dei graffiti ad Atene, l’ammodernamento di aeroporti inefficaci e le spese militari. In particolare la spesa militare greca nel 2014 ha assorbito il 2,2% del Pil (pari circa a 4 miliardi di euro). Certo in Grecia c’è ancora l’obbligo di leva, ma per raggiungere una cifra così alta aiuta ricordare lo scandalo scoppiato tempo fa secondo cui al ministero della difesa greco venivano pagate mazzette (per 18 milioni) per “incoraggiare” l’acquisto di sottomarini Poseidon, carri armati Leopard 2A6 Hel, missili Stinger e i caccia F-15. Produzione Krauss-Maffei Wegmann, Germania.

Il destino del Paese sempre più debole e impoverito sebra essere nelle mani delle lobby la cui intenzione non è eliminare la Grecia, ma piegarne la volonta’ politica e indipendenza economica. Qualcuno si spingerebbe a definirlo nuovo colonialismo.

Per quanto tutto questo sia forse incomprensibile per Tedeschi e Francesi, non lo è per noi Italiani smaliziati da scandali, tangenti, mafia e corruzione.

Solo Montecitorio ci costa un miliardo all’anno, per non parlare di quanto si spenda per un km di TAV, un longevo pensionato d’oro, i vitalizi, i fondi all’editoria, i rimborsi elettorali e quelli regionali… una lista tanto lunga quanto dannatamente vergognosa.

Ma almeno i Greci, a differenza degli Italiani, danno l’impressione di aver provato a elargire benefici e privilegi un po’ a tutti -creando consenso- come ai preti ortodossi pagati dallo Stato (noi ci “limitiamo” a esonerare il vaticano dal pagare l’IMU e gli riconosciamo l’8×1000); hanno pensato che in caso di morte del genitore dipendente pubblico veniva riconosciuto dal governo uno stipendio alle figlie nubili; i barbieri potevano andare in pensione a 50 anni, lavoro usurante.

Gli armatori invece godono addirittura di una legge costituzionale del 1967 che prevede l’esenzione fiscale sui profitti generati all’estero. In generale agli imprenditori non hanno mai applicato alcuna norma che impedisse loro, al contempo, di essere armatori, petrolieri, editori, titolari di lavori pubblici nel Paese senza gare di appalto, nonché di partecipare a privatizzazioni e di possedere importanti squadre di calcio. Senza contare che hanno goduto di iva agevolata. E delle tanto sbandierate multe per evasione fiscale pari a 8,6Miliardi di euro emesse durante gli ultimi due anni, il governo greco è riuscito a farsi pagare sino ad ora all’incirca 80Milioni di euro.

Tsipras ha promesso all’Europa di cambiare tutto questo, ma la sensazione è che la Grecia non abbia, in tempi brevi, quelli richiesti dall’Europa, una classe politica capace di riformare se stessa e il Paese.