DIVE

 Chiunque si immerga nelle acque del Golfo di Napoli può diventare parte attiva del  progetto UN’ALTRA NAPOLI di OCEANUS onlus riportando i dati delle proprie  immersioni nella scheda rilevamento golfo di napoli e inviandola ad info@oceanus.it

 SITI DI IMMERSIONE


Punta dei cannoni 
(prof. max: – 25 mt)
Antica postazione antiaerea della II guerra mondiale, questo scoglio conserva sui suoi fondali, i resti delle trascorse battaglie, fra cui proiettili, traccianti e resti di ordigni esplosivi oltre ad una interessante fauna.

SECCA delle FUMOSE – MISENO (prof. max: -13 mt)
Visibili i resti della barriera frangiflutti dell’antico Portus Julius ben evidente il fenomeno delle “fumarole”, colonne di bolle gassose di origine vulcanica che si sprigionano dal fondale. Presenti anche sorgenti di acqua calda ed una ricca fauna.

Faraglioni di Nisida (prof. max: -16 mt) e Mammelloni di Nisida (prof. max: – 22 mt)
In alcuni punti è possibile rinvenire, anche qui, il fenomeno delle “fumarole”
Questa secca è antistante il porto naturale di Nisida, detto Porto Paone.
Il fondale roccioso in alcuni tratti è di forma mammellonata ricco di fauna con scorci e pareti di suggestiva bellezza.

Secca del Castello dell’ovo
Pontile di Bagnoli 

Secca dei Mamutones – Posillipo
Parco della Gaiola
Punta Campanella
TORRE SARACENA -26M
SCOGLIO DEL CANNONE -18M
SECCA DI MISENO -26M,-45M
SECCA VITALE -42M,-50M
CAPO BOVE -14M
SECCA DEL RUOMMOLO -18M
SECCA CATENA -33M,-50M
SECCA CATENELLA -32M,-40M
GROTTA DELLO ZAFFIRO -15M
Torre del faro di Miseno e presepe


PARCO ARCHEOLOGICO SOMMERSO DI BAIA
Sito archeologico di straordinari interesse. Sono visibili i resti della vecchia città romana di Baia, definita da molti la “Pompei subacquea”. Mosaici, colonnati e perimetri di edifici, rendono suggestiva questa immersione adatta anche allo snorkeling.

Porto Giulio
Villa dei Pisoni
Villa Protiro
Villa antistante il castello Aragonese
Villa marittima di marina grande
Complesso termale

Secca della Cavallara – Posillipo (prof. max: -18 mt)
Antistante al promontorio di Posillipo, è evidenziata in superficie da una meda. Questa secca, dalle pareti ricoperte di Parazoanthus axinellae e di Astroides calycularis, è ricca di nudibranchi di vario tipo.

Relitto del Doris (prof. max: -24 mt)
Relitto di un cargo affondato nel golfo di Napoli. In alcune sue parti è visitabile anche dall’interno dove trovano rifugio pesci da tana. A causa delle caratteristiche geografiche del luogo in cui giace, è consigliabile visitarlo con vento di maestrale.

Relitto dell’Ashanti (prof. max: -22 mt)
Questo mercantile affondato a poca distanza dal precedente, offre buoni spunti per la fotografia ambientale, e non è raro trovarvi delle aragoste che vi hanno stabilito la dimora.

Secca di Miseno (prof. max: -40 mt)
Secca ricca di gole e canyons, piena di vita. Si ritiene che anticamente fosse un’isola sprofondata in mare a seguito di movimenti tellurici, tipici della zona. In questo luogo è facile avere incontri ravvicinati con Aquile di mare e, da aprile ad ottobre, con banchi di tonnetti. Cnidari iridescenti sono facilmente visibili a pochi metri dalla superficie. Grazie alla sua complessità, è possibile effettuarvi svariati itinerari, molto diversi gli uni dagli altri.

Penta Palummo (prof. max: -50 mt)
Immersione tecnica di rara bellezza. Riservata a sub particolarmente esperti. Fra le guglie rocciose del fondale, non è raro trovare cernie, murene e musdee di considerevoli dimensioni. La fauna mediterranea è ben rappresentata nel suo insieme ed offre a chi la incontra, forti emozioni.

Secca di Mezzo (prof. max: -45 mt)
Immersione “quadra” riservata ai sub più esperti. Sul fondale sono presenti rami di Gerardia savaglia di notevoli dimensioni. Aquile di mare e pesce di passo in grossi banchi, completano le proposte di questo sito.

CAPRI

Punta Carena
FARAGLIONI DI CAPRI -45M

ISCHIA 

Scoglio della nave
Scoglio dell’elefante
Punta S.Pancrazio -45M

Punta Sant’Angelo  (prof. max: -45 mt)
Parete tufacea dell’isola d’Ischia, ricca di fauna di passo e di tana. Alle numerose gorgonie e paramuriacee si uniscono spettacolari rami della rara Gerardia savaglia.

PROCIDA

Punta Solchiaro – Dalla Colonnina alla punta
Qui, a ridosso della montagna, si trovano spesso apneisti che pescano. Noi ci immergiamo leggermente più fuori, e comunque in periodi dell’anno con scarsa affluenza turistica. L’immersione si svolge su una splendida frana con massoni che formano la classica tana di cernia. Nella zona subito adiacente alla punta e proseguendo verso la colonnina a circa -40mt., troveremo vecchie carcasse d’auto e moto oltre ad altri rottami caduti già dalla montagna anni addietro, quando sulla punta si scaricavano i rifiuti che adesso vengono portati sulla terra ferma. E’ un’immersione dedicata esclusivamente alla visione del pesce; se si è fortunati, se ne può vedere veramente molto.

Punta Solchiaro – Dai Ruttili alla Punta
Questo è il sito più frequentato. Ancorata l’imbarcazione, ci avviciniamo alla parete. Sotto di noi abbiamo circa 4mt d’acqua, ma subito inizia una franata che degrada velocemente. In pochi metri d’acqua è possibile scorgere i resti di una antica banchina forse micenea. A circa -25mt inizia la parete vera e propria che terremo sulla destra. A -38mt ci attende un ramo di Gerardia Savaglia (falso corallo nero), contornato da vari rami di Eunicella Cavolini e Paramuricea Clavata, ma tutta l’immersione è caratterizzata da incontri con polpi, scorfani, saraghi, ricciole, oltre a varie specie di stelle marine e ricci. La si può quasi considerare un’immersione in mare aperto, dato che il fondale, ad alcune decine di metri dalla punta, si inabissa rapidamente fino oltre i 100 mt. Purtroppo, vecchie e discutibili abitudini, ci fanno ancora trovare degli oggetti di vita quotidiana abbandonati sul fondale; speriamo, con l’istituzione del parco marino e con la buona volontà di tutti, di vedere un giorno, non troppo lontano, soltanto ciò che è dell’ambiente marino e che a questo appartiene. L’immersione, molto apprezzata, è una delle più belle e dura in media dai 35’ ai 45’.

Punta Solchiaro – Carbonchio
Questo è un sito poco frequentato anche dagli apneisti. In pratica l’immersione si svolge su un’interminabile franata. I neofiti, i superficiali, i frettolosi la trovano un po’ noiosa. In realtà, a ben vedere e cercare, si possono trovare vecchi manufatti in ceramica o terracotta (purtroppo non antichi) e forme di vita molto interessanti: alcune specie di anemoni, di attinie e di nudibranchi. Non è difficile trovare qualche ancora abbandonata, visto la impervietà del fondale. Inoltre, in alcuni periodi dell’anno, diventa un habitat importante per la riproduzione di seppie e calamari. L’immersione non è molto profonda e dura in media sui 40’.

PUNTA PIZZACO – lato Corricella
Questa è l’immersione principale delle tre che si possono effettuare sulla punta. L’immersione inizia da una piccola insenatura, scendendo su un fondale sabbioso a -6mt. Con direzione S-SE, si percorrono circa 15mt ed alla profondità di circa -12mt inizia la parete vera e propria. Proseguendo con parete a destra, si scende a profondità tra i -33mt e i -39mt. Lo spettacolo è a dir poco affascinante: spaccate, piccoli balconi, rientranze e tane. Al di là della varietà di pesci e crostacei, non si può non rimanere emozionati di fronte alla Eunicella Cavolini (gorgonia gialla), oltre i -24mt, ed alla bellezza della Paramuricea Clavata (gorgonia rossa). I sensi sono pervasi da un’assoluta pace. Qui, tra l’altro, abbiamo assistito alla nascita di un gattuccio. Non di rado si incontrano cernie oltre a scorfani, saraghi, castagnole, ricciole ed altro. Le nostre guide sono in grado di farvi vedere piccoli rami di Corallium Rubrum (corallo rosso). In risalita, alla tappa di sicurezza, non è raro poter giocare con dei Bothus Podas Podas (rombi di rena)). L’immersione dura circa 40’ ed è molto appagante.

Punta Pizzaco – Lato Carbonchio
Questo è un sito poco frequentato, ma comunque affascinante per la notevole quantità di pesci che spesso vi stazionano. Con l’imbarcazione piuttosto fuori, si scende per pochi metri su una franata. Allontanandosi verso sud, si continua a scendere. Il paesaggio cambia fisionomia più volte, sino ad assumere la caratteristica della parete. In alcuni tratti, si ritrovano le stesse bellezze delle altre due immersioni sulla punta. La profondità varia dai -25 ai -35mt.

Punta Pizzaco – Spaccata (Punta)
Questa immersione, come la precedente, viene fatta sulla parete di Pizzaco e precisamente sulla punta, ma ha caratteristiche completamente diverse per ciò che riguarda la difficoltà. Non essendoci possibilità d’ancoraggio, la discesa a mare è in drift; segue una picchiata piuttosto veloce fino ai -45-55mt. A questa quota si potrà rimanere solo per pochi minuti, sufficiente comunque per osservare e fotografare la splendida macchia di corallo rosso (Corallium Rubrum). Tenendo la parete a sinistra, si inizierà poi la risalita fino all’interno della piccola insenatura dove ci aspetterà l’imbarcazione. Durante la discesa e la risalita, non potremmo non godere della colorata e attiva vita che questa stupenda parete ci regala ad ogni immersione. Il tempo d’immersione difficilmente supera i 30’.

Capo Bove (prof. max: -14 mt)
Estremità dell’isola di Procida. Questa parete, ricca di coralligeno, rappresenta, con le sue insenature ed il fondale costituito da ghiaia grossolana, una stimolante immersione particolarmente adatta ai principianti.

Secca delle Formiche
In questo sito è possibile effettuare più immersioni. Iniziando vicino alla meda che segnala la secca, scenderemo fino ai circa -18mt. Prendendo SSE, su un fondale in parte ricoperto di posidonia, ricca di vita ed in parte sabbioso, raggiungeremo una formazione rocciosa che, con la sua vita ci offrirà molti spunti per la fotografia. Costeggiando arriveremo a quota -14mt, all’entrata della grotta. Questa è ampia e non creerà nessun tipo di timore, così come il suo interno. Superati i pochi metri dall’ingresso ci troveremo in un’ampia camera in discesa sulla destra. Dallo stesso lato, ma in alto, un ampio sifone fa filtrare una discreta quantità di luce. Proseguendo all’interno, la grotta diviene notevolmente più piccola ed è necessaria una certa attenzione per non sollevare sospensione. Ancora sulla destra una piccola ansa e vediamo già l’uscita opposta. Al limitare di questa, sulla sinistra, c’è un altro piccolo pertuso. Questo è poco più di un piccolo sifone con una sorta di galleria che, dopo una quindicina di metri, ci porta all’esterno sul lato nord. Il ritorno si può fare da qui con parete a sinistra, o percorrendo la grotta a ritroso.
2. Andando verso nord si può effettuare un’altra affascinante immersione. Dopo poche decine di metri, ci troveremo dinnanzi ad una parete. Tenendola a destra, arriveremo in un vero e proprio canyon dalle pareti altissime e ricoperte di ogni forma di vita. Passeremo sotto un arco naturale, con due passaggi molto suggestivi, per trovarci in un piccolo cratere. Alla sua sommità, una vasta spianata, pascolo naturale per un’infinità di specie ittiche. Notevole è la quantità e qualità della vita marina, grazie anche alla vasta prateria di Posidonia oceanica: aragoste, gronchi, ricciole, corvine, Clathrina Clathrus, Spirastrella Cunctatrix, Axinella Cannabina, anemoni e un’infinità di altre stupende creature.

Catena
Che dire di questa immersione se non che è una delle più belle che si possono effettuare dalle nostre parti. Si tratta di una secca posta tra Ischia e Procida in direzione sud sud-ovest uscendo dal porto della Chiaiolella. Il cappello è a circa 22m, ma l’immersione, che per la verità è piuttosto impegnativa, si articola su una profondità media di -40m con picchi anche a -55m e oltre. Nulla da evidenziare in particolare, perchè è uno di quei siti in cui è possibile incontrare ogni genere di organismo, flora o fauna che sia. La caratteristica principale è che essendo una zona poco battuta, il pesce è piuttosto tranquillo ed è possibile vedere specie di passo anche di notevoli dimensioni.

MASSALUBRENSE


BANCO DI SANTA CROCE -9M,-50M

Scoglio del VERVECE
Distante meno di un chilometro dal porticciolo di Marina della Lobra, lo scoglio del Vervece è un consueto appuntamento per i sub della zona. E’ uno scoglio contornato da pareti a picco che scendono fin oltre i 50 m, tutte piene di vita, ma nettamente differenziate in varietà a seconda dell’esposizione delle sue pareti sommerse alle correnti e alla luce solare, oltre che, naturalmente della profondità. La distanza dalla costa favorisce una buona limpidezza dell’acqua, anche con mare mosso rendendolo un punto sicuro d’immersione con qualunque condizione di mare.
A dodici metri di profondità, su un piano roccioso rivolto a levante, c’e la Madonnina del Vervece, una bella statua di bronzo che fu posta qui alcuni anni fa, e che ogni anno a settembre è meta di un commovente pellegrinaggio subacqueo per la celebrazione della cosidetta festa della Madonnina, in ricordo di chi in mare perse la vita. Una festa che vede riuniti molti subacquei, famosi e meno famosi, tra i quali Enzo Maiorca, che nel 1974 conquistò proprio in queste acque il record mondiale di profondità in apnea.
Già dai primi metri si ci rende conto dell’ estrema bellezza di questa immersione. Infatti, quasi a pelo d’acqua, ondeggiano nella risacca grossi cespugli fioriti di bianchi idroidi, mentre le pareti tutt’intorno sono colorate di un giallo-arancio offerto dalla miriade di Parazoantos axinellae con polipi aperti alla corrente. Alghe, spugne, anellidi e briozoi si contendono il substrato offrendo l’ambiente ideale ad altri innumerevoli piccoli organismi, tra i quali alcune specie di nudibranchi dai brillanti colori.
Continuando a seguire la parete dopo i trenta metri ci si imbatte in una gran quantità di spugne gialle tubiformi tipiche degli ambienti poco illuminati. Possiamo inoltre incontrare ricci dagli aculei lunghi e sottili (Centrostephanus longispinus) molto simili a ricci tropicali ed estese macchie colorate di gorgonie gialle ed attinie spesso accompagnate dalla visita un pò inaspettata di piccole aragoste e alcune specie di gamberetti.

Madonna del Vervece – Massa Lubrense
La “Madonna del Vervece” è stata collocata sullo scoglio sommerso di Vervece, a circa 1000 metri dal porticciolo di Marina della Lobra, in memoria dei subacquei morti nei mari del mondo. Ogni anno, la prima domenica di settembre, si celebra la festa della Madonna con una Messa sullo scoglio, circondato da centinaia di imbarcazioni, mentre processioni di sub vanno a deporre fiori attorno alla statua. Sullo scoglio sono cementate numerose targhe poste in loco dai Consoli di molte nazioni, per commemorare la perdita dei connazionali in mare.