MUJI è un importante azienda giapponese con diversi punti vendita anche in altri Paesi.
L’azienda si proclama eco-friendly, tuttavia, di recente ho scoperto che vendono zuppa di pinne di squalo – un prodotto che è diventato oggetto di intense polemiche in tutto il mondo.
MUJI sostiene ufficialmente di seguire una politica che mira a “rendere i prodotti buoni per le persone e per l’ambiente”, queste parole sono in chiara contraddizione con le loro azioni. L’azienda si è categoricamente rifiutata di porre fine alla loro complicità nella strage insostenibile degli squali.

L’impatto della pesca commerciale sugli squali è di100 milioni di individui uccisi all’anno. I ricercatori prevedono che le popolazioni di squali possano essere spazzati via nel corso dei prossimi 10-20 anni a causa di questo eccessivo sfruttamento. Gli squali hanno un lungo periodo di gestazione e sono eliminati molto più velocemente di quanto possano riprodursi.

Chiedo a MUJI JAPAN di smettere subito di vendere la zuppa di pinne di squalo a causa del pericolo critico a livello mondiale delle popolazioni di squali. Chiedo anche al Regno Unito, Stati Uniti d’America e MUJI MUJI TAIWAN di esercitare qualunque influenza sia possibile sulla società, al fine di fermare il suo coinvolgimento con il rapido declino del numero di squali.

Si prega di firmare e condividere questa petizione a nome, non solo degli squali, ma di tutta la vita marina tra cui altri pesci in via di estinzione e di balene e delfini, perché il successo di questa campagna costituirebbe un potente precedente positivo per le future azioni di conservazione dell’oceano in Giappone.

Il mio Paese ha disperatamente bisogno di cambiare il suo approccio alla vita negli oceani prima che sia troppo tardi.

Grazie
Eri Tanaka
Tokio, Japan
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La risposta della società MUJI è stata scioccante e amaramente deludente:
“La zuppa di pinne di squalo è un alimento tradizionale, quindi noi non smettiamo di venderlo a meno che il governo giapponese lo vieti ufficialmente.”

Hanno anche dichiarato, come se fosse una giustificazione, che la specie pescata è la verdesca.
La stessa, in alcune regioni, presenta cali di popolazione fino all’80%.
La specie è classificata come “quasi minacciate” nella Lista Rossa IUCN.
Considerando la forza commerciale della MUJI è evidente la complicità della società nel massacro degli squali e quindi sull’intero ecosistema.
La MUJI seppur sostenga il suo impegno per la sicurezza alimentare, non sembra preoccupata del fatto che gli squali siano noti per contenere livelli pericolosamente elevati di mercurio, mettendo i consumatori, soprattutto donne e bambini, a rischio.
Per leggere l’intero appello di Eri, e firmare la petizione, clicca Qui

La petizione ha raccolto 68.858 firme in tutto il mondo e la MUJI TAIWAN ha comunicato che smetterà di vendere “zuppa di pinne di squalo”