Isla de la Juventud, immersioni nel mare di Cuba
Situata a circa 100 km dalla provincia de L’Avana, sul Mar dei Caraibi, a sud-est di Cuba, e separata da essa dal Golfo Batabanó, si trova Isla de la Juventud (Isola della Gioventù) la più estesa della regione con una superficie di 2200 mq² quadrati.
Per più di tre secoli fu un importante luogo di ancoraggio per pirati e corsari che vagavano nel Mar dei Caraibi, ora uno dei luoghi turistici più promettenti della nazione cubana.

Questa isola fu scoperta da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio a Cuba. Da allora in poi ha ricevuto molti nomi. La Evangelista (L’evangelista), Isla del Tesoro (Treasure Island), ma anche Isla de Las Cotorras (Isola dei pappagalli), sono stati alcuni dei suoi nomi del passato. Sui primi del XIX secolo, la Spagna decise di colonizzarla, e fu fondata la colonia Reina Amalia (Regina Amalia). La sua capitale, Nueva Gerona, è stata istituita il 17 dicembre 1830. Successivamente è stata chiamata Isola dei Pini fino al 1975, quando fu battezzata con il nome attuale di Isla de la Juventud a causa delle migliaia di giovani che vi avevano studiato durante il periodo rivoluzionario.

Per arrivare alla Isla de la Juventud si può volare velocemente sull’aeroporto internazionale situato a sud di Nueva Gerona (aeroporto Rafael Cabrera) oppure utilizzando i traghetti e le barche veloci in partenza dal porto di Surgidero de Batabanó che dista un centinaio di chilometri a nord di Nueva Gerona.

L’Isola della Gioventù ha diverse attrazioni turistiche, anche se la più nota è, senza dubbio, “El Colony” un centro immersioni internazionale; situato nella zona del Parco Nazionale “Punta Francés”, sede di eventi internazionali di fotografia subacquea, Photosub, che qui richiama migliaia di divers alla ricerca della eccellente qualità dei suoi fondali marini.

Di tale struttura ci siamo avvalsi per effettuare le nostre immersioni finalizzate, tra l’altro, all’avvistamento degli Pterois Volitans:

Microsoft Word - Cuba dal 21 maggio al 03 giugno 2014.docx

* Da rilevare che tutte le immersioni sono state effettuate nelle ore diurne e che gli avvistamenti interessano esemplari di gran lunga superiori per dimensioni e per peso generalmente visibili in altri mari (es. Red Sea).

Playa Larga, immersioni nel mare di Cuba
La penisola di Zapata, è tra le zone umide più importanti di Cuba e del resto delle isole dei Caraibi. Si trova sulla costa meridionale della provincia di Matanzas.
L’UNESCO l’ha dichiarata essere una biosfera del mondo da preservare. E’ un parco nazionale e un sito Ramsar (Convention on Wetlands of International Importance, especially as Waterfowl Habitat).

Ha molte specie endemiche ed è ben conservato. Qui si trova La Baia dei Porci, con la sua grande stabilità ecologica e spettacolari manifestazioni carsiche.
Le attrazioni della zona includono le immersioni subacquee in mare aperto e le attività di speleo-subacquea nelle grotte inondate di acqua salmastra che sono collegate al sistema speleolacustre della penisola di Zapata.

QUATTRO I CENTRI INTERNAZIONALI di immersioni subacquee.
– Playa Girón
– Playa Larga
– Caleta Buena
– Punta Perdiz

Per le nostre immersioni abbiamo fatto base a Playa Larga.
Le immersioni partono direttamente dalla costa e sono caratterizzate dalla presenza di Corallo Staghorn (Acropora cervicornis), Corallo Cervello (Diploria spp.), Corallo Foglia (agaricites Agaricia), Corallo Star, Gorgonie comuni (Gorgonia spp.) e varie specie di pesci.
Quando ci si spinge a circa 100 metri dalla costa, si incontra una ripida parete che scende a profondità di 40 metri e più, dove si possono ammirare spugne, gorgonie e coralli di grandi dimensioni.

A differenza degli avvistamenti di Pterois Volitans avvenuti presso L’Isola della Gioventù, in questo tratto di costa non ce ne sono stati.
L’invasione di Pterois volitans
Abbiamo già incontrato questo pesce alle Bahamas, durante la preparazione della traversata dell’Oceano Atlantico a vela, eppure è una specie originaria dell’Oceano Pacifico, soprattutto nelle regioni del sudest asiatico, fino all’Australia, il Giappone e le Filippine, dove abita bassi fondali in prossimità di barriere e scogliere naturali. Negli ultimi anni è ormai diffusissimo in tutta l’area sud-orientale degli Stati Uniti e dei Caraibi e continua la sua “invasione” anche verso il golfo del Messico e il Sudamerica. In alcune località sono riportate concentrazioni di 1000 “Pesci leone” per acro (circa 4000 metri quadri).

Ed è proprio l’incredibile velocità di diffusione di questa specie in acque non sue, a lasciare sbalorditi.Proprio come sta accadendo nel Mar Mediterraneo con un’altra specie Lagocephalus s. di cui stiamo studiando distribuzione e abbondanza in acque greche.
Il Pesce leone, in poco meno di tre anni, ha completamente ricoperto il territorio dei Caraibi. La conquista delle coste atlantiche della Florida è iniziata negli anni ’80, ma è a partire dal 2000 che ha preso le sembianze di una vera e propria invasione. Eliminare la popolazione di questi pesci invasori è oramai impossibile. Quello che si può fare è tenere sotto stretto controllo la popolazione e attuare progetti per diminuire il numero di individui. Alle Isole Cayman, nelle Florida Keys, hanno recentemente bandito gare di pesca interamente dedicate a questa specie.

Marco Gisonna