Balene, delfini e focene sono noti con il nome collettivo di cetacei, dal latino cetus (grande animale marino) e dal greco κῆτος (mostro marino), termine introdotto da Aristotele per designare gli animali acquatici dotati di respirazione polmonare. Le specie sono suddivise in due sottordini: Mysticeti e Odontoceti. Esiste un terzo sottordine, Archaeoceti, cui appartengono solo specie estinte. Distinguiamo due gruppi principali: gli odontoceti, Le 85 specie oggi conosciute, quasi tutte marine tranne 5 specie di delfini di acqua dolce, presentano una varietà di forme e dimensioni che vanno da poco più di 1 metro in alcuni piccoli delfini ai 25 metri della media della balenottera azzurra, uno dei piiù grandi animali mai vissuti sulla Terra. I cetacei vivono in tutti gli oceani e in molti fra i principali fiumi, delle acque calde equatoriali a quelle gelide dei poli.

Origine dei Cetacei
L’adattamento dei Cetacei alla vita in ambiente acquatico ha imposto, presupponendo una origine terrestre dell’ordine, enormi trasformazioni anatomiche.
L’origine del gruppo, quasi sicuramente polifiletico, rimane però incerta in quanto non si hanno alla base fossili che permettano di identificare collegamenti certi. È ipotizzabile che la base comune sia da ricercare in un gruppo di mammiferi terrestri mesozoici a caratteri generalizzati dei quali però mancano riscontri paleontologici.
L’ordine dei Cetacei è diviso in tre sottordini: Archeoceti esclusivamente fossili, Odontoceti e Misticeti, con rappresentanti fossili ed attuali.

Negli anni Ottanta viene ritrovato in Pakistan il più antico resto attribuito agli Archeoceti (Pakicetus) in terreni dell’Eocene basale (circa 55 milioni di anni fa). Questo rinvenimento anticipa di diversi milioni di anni la presenza sicura dei Cetacei ancestrali; le caratteristiche anatomiche degli scheletri presentano ancora caratteri misti, in parte riconducibili a quelli di forme terrestri.

Seguono i più avanzati Archeoceti dell’Eocene medio-superiore (Basilosauridae) che vissero e si svilupparono dal Luteziano inferiore (Eocene medio) per oltre 15 milioni di anni. Già nelle forme del Luteziano inferiore dell’Egitto (Protocetus) sono presenti caratteri tipici di un adattamento alla vita marina: corpo allungato, assenza di arti posteriori visibili all’esterno, arti anteriori molto corti. Permangono tuttavia caratteri, quali ad esempio la disposizione di alcune ossa del cranio, la dentatura eterodonte (formula dentaria: 3/3, 1/1, 4/4, 2 o 3/4), le sette vertebre cervicali libere, che non differiscono da quelli degli altri mammiferi coevi. Poche sono comunque le testimonianze fossili e provengono principalmente dal Subcontinente indiano, dal Nord Africa e dalle zone sudorientali del Nord America.
Nell’Oligocene compaiono gli altri due sottordini: gli Odontoceti e i Misticeti, le cui differenze sono tali che oggi si tende ad accettare l’ipotesi di una evoluzione separata da forme ancestrali terrestri distinte.
Gli Odontoceti si evolvono in diversi gruppi, tra i più importanti è da ricordare quello degli Squalodontidi vissuti nell’Oligocene e nel Miocene inferiore: in essi sono presenti caratteri di transizione tra gli Archeoceti e gli Odontoceti.
Nel Miocene si sviluppano i Delfinoidei e già 10 – 11 milioni di anni fa sono presenti gli antenati degli attuali delfini, narvali, beluga ecc.
Sempre alla base del Miocene compaiono anche i Fiseteridi (capodogli) e gli antenati delle attuali forme di acqua dolce (platanista del Gange e inia del Rio delle Amazzoni).

Le più antiche testimonianze fossili di Misticeti provengono da sedimenti oligocenici della Nuova Zelanda e del Nord America (Aetiocetus dell’Oligocene superiore dell’Oregon). I Misticeti fossili, differenziatisi poi nel Miocene in due famiglie (Balaenidae e Balaenopteridae), erano tra l’altro caratterizzati anche da grande variabilità dimensionale: sono stati trovati resti di forme non più lunghe di tre metri.
Dal Miocene superiore i ritrovamenti di Odontoceti e Misticeti si fanno copiosissimi; soprattutto nei sedimenti marini del Pliocene è relativamente frequente il rinvenimento di resti di cetacei.

fonte di G. M. Anfossi

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Adattamenti evolutivi e morfologia
I cetacei hanno perso quasi tutte le tracce del loro passato terrestre e si sono adattati in modo perfetto alla vita acquatica. Il corpo ha assunto una forma idrodinamica e il pelo è completamente scomparso. Sul dorso è comparsa una pinna dorsale formata da tessuto connettivo (in alcune specie è assente); hanno un collo breve e rigido, indispensabile per il nuoto ad alta velocità; gli arti anteriori sono divenuti pinne pettorali, mentre quelli posteriori sono scomparsi; la pinna caudale piatta, formata da due lobi, funge da propulsore grazie a potenti muscoli situati nel terzo posteriore del corpo; gli arti posteriori sono assenti e di essi rimangono piccole ossa nascoste all’interno del corpo; le narici sono migrate alla sommità del corpo per facilitare la respirazione in superficie. I padiglioni auricolari sono assenti, ma l’udito dei cetacei è eccellente a compensare un olfatto scarso, se non addirittura assente, e le incertezze della visione subacquea; i genitali esterni sono nascosti all’interno di tasche; hanno un’alta tolleranza per il biossido di carbonio, utile nelle lunghe immersioni, e la loro efficienza nell’utilizzo dell’ossigeno presente nell’aria inspirata è da due a tre volte maggiore di quella dei mammiferi terrestri.

Dieta dei Cetacei
I cetacei si nutrono in maniera diversa a seconda delle dimensione delle specie, della presenza di denti o di fanoni e di altri fattori.
La maggior parte delle balene più grandi si nutre di enormi banchi di pesci o di animaletti simili a gamberetti, come il krill; delfini e focene, invece, prediligono in genere prede singole, come pesci e seppie. Tra le altre prede, meno comuni, vi sono polpi, altri molluschi, vermi policheti, granchi, tartarughe e mammiferi marini, compresi altri cetacei.

Krill
Con il termine krill si indicano diverse specie di creature marine invertebrate appartenenti all’ordine Euphausiacea.

downloadQuesti piccoli crostacei sono importanti organismi che compongono lo zooplancton, cibo primario di balene, mante, squali balena, pesce azzurro e uccelli acquatici.
Il nome comune, krill, è una parola norvegese. Il krill vive in tutti gli oceani del mondo, con particolare concentrazione nelle acque fredde e polari.