Assergi – Colfiorito, la tappa che dell’Abruzzo arriva nelle Marche, attraverso il Terminillo. Partenza asciutta da Assergi, anche se le nuvole basse e compatte non lasciavano presagire nulla di buono. Già al “Passo delle Capannelle”, valico tra il teramano e l’aquilano, inizia una pioggia leggera ma insistente. Fino ad Antrodoco gestisco tranquillamente la situazione meteo, ho con me tutto il materiale tecnico e non soffro per nulla la situazione esterna. Mi godo il paesaggio fatto di lunghe discese e strade panoramiche. Poco prima di L’Aquila inizia il tratto della statale per Rieti, percorso scorrevole su strade comunque trafficate, pioggia che si alterna tra momenti intensi ed interruzioni. Tutto scorre liscio fino a Rieti da dove approccio la salita del Terminillo. Salita costante, non lascia molto respiro se non per bevi tratti, asfalto in ottime condizioni, la stanchezza dei giorni scorsi però si fa sentire e le gambe non girano come dovrebbero, la pioggia incessante le rende ancora più dure e faccio veramente fatica ad andare avanti. A metà salita decido di fermarmi ad un primo rifugio, devo assolutamente cambiarmi. Entro nel locale e prendo due panini, mi cambio con vestiario asciutto, faccio il punto della situazione e mi accorgo che il telefono è scarico. L’acqua impedisce alla powerbank di ricaricare le batterie del telefono, è un vero guaio, rischio di perdere la traccia del percorso e sono in montagna, piove, fa freddo e a casa potrebbero preoccuparsi. Avviso Fabio e gli dico che sono quasi su al Terminillo in un rifugio. Qui commetto il mio primo errore, non dico che ho il telefono scarico e le mie intenzioni. Devo raggiungere la cima a tutti i costi e poi raggiungere il primo paese per cercare riparo ed un b&b dove dormire. Parto dal rifugio, salgo e all’altezza degli impianti sciistici del Terminillo il telefono si spegne definitivamente, sono le 14.00. Proseguo con maggiore determinazione, vento forte, acqua e freddo non mi fermano, devo arrivare ai 1.800 mt della cima, nom si molla!
Salgo con andamento regolare, costante, sarà l’adrenalina, l’eccitazione del trovarsi immersi nella natura. Non sento fatica, pedalo. Arrivo all’ultimo rifugio in cima al Terminillo, manca poco, incontro la neve sulla strada e non faccio che scendere dalla bici, mettermi a camminare e risalire subito dopo per proseguire, così per altre 3 volte.
Arrivo in cima, fa freddo, sono bagnato ma felice di essere lì. Peccato non avere avuto il telefono disponibile per immortalare il momento topico. Ai lati della strada ci saranno 1,5 mt di neve rasata, al centro qualche lastra di ghiaccio, scendo con cautela, non appena la strada lo permette inizio a scendere con maggiore rapidità. La discesa diventa ad un certo punto una sfida. Il freddo aumenta metro dopo metro, le mani si gelano sulle leve dei freni, non ci penso tiro fuori le doti da discesista che non sapevo di avere, arrivo a Leonessa mi butto dentro il primo bar, la barista mi guarda con uno sguardo misto tra l’incredulo, lo stupito e un pizzico di ammirazione ( questo quello che penso io per accarezzare il mio ego). Chiedo alla gentile barista di trovarmi il numero di telefono di un b&b, lei gentile mi aiuta e riesco ad arrivare in zona sicura. La prima cosa che penso e come avvisare mia moglie, ho paura sia nel panico assoluto, così anche Fabio che in questi giorni mi segue da lontano. Purtroppo il telefono non funziona, non si ricarica e io ho troppo freddo per pensare a qualcosa di diverso da una doccia calda. Salgo in stanza e cerco di darmi un contegno davanti alla padrona di casa, ma subito entrato in stanza mi spoglio e mi butto sotto la doccia. Solo dopo saprò che era scattato l’allarme, Fabio non sentendomi per ore aveva allertato i soccorsi che sono venuti a cercarmi fin dentro il b&b. Se volevamo testare la velocità dei soccorsi l’esperimento è perfettamente riuscito. Brava Roberta e bravo Fabio e grazie mille alla Polizia di Stato che è arrivata fino in cima al Terminillo in jeep e che ha perlustrato la salita alla mia ricerca. Oggi riposo, le gambe hanno preso troppa acqua in questi giorni sono troppo dure, ho bisogno di farle riposare. Il meteo è ancora pessimo, si riparte domani sulle strade dell’appenninica bike tour.