real_marinaL’Amerigo Vespucci, varato nel 1931, conosciuto come il veliero più bello del mondo, è in realtà uno delle due copie del veliero “Monaraca” ammiraglia della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, varato nel giugno 1850 nei cantieri di Castellammare di Stabia, alla presenza del re Ferdinando II delle Due Sicilie.

L’altra copia è il “Cristoforo Colombo“, varato nel 1928 e ceduto alla Russia, come bottino di guerra, nel 1949. Doveroso ricordare il tentativo di alcuni giovani reduci della Xª MAS che pianificarano l’affondamento della nave, un vero mito per tutti i marinai italiani, avendo addestrato generazioni di ufficiali e che bisognava sottrarre all’onta della cessione allo straniero. Il piano venne scoperto e il 20 gennaio 1949 e i militari italiani vennero arrestati.
La cessione delle navi alle nazioni vincitrici, ed in particolare all’Unione Sovietica, dove si trovavano ancora migliaia di prigionieri di guerra italiani, creò sdegno in tutta Italia, ma in ottemperanza dei trattati di pace di Parigi il 9 febbraio 1949, la “Cristoforo Colombo” lasciò il porto di Taranto alla volta di Augusta dove il 12 febbraio passò formalmente in disarmo, ammainando la bandiere della Marina Militare e issando quella della Marina Mercantile in attesa della consegna. In questo modo, almeno simbolicamente, l’Italia pagò i suoi debiti di guerra declassando la nave ad un mercantile ammainando la bandiera di guerra.
La Cristoforo Colombo raggiunse Odessa il 2 marzo, ormeggiata insieme all’incrociatore “Duca d’Aosta” e la torpediniera “Fortunale”. Il giorno successivo ci fu la consegna formale ai sovietici e il tricolore venne ammainato per l’ultima volta. Era il 3 marzo del 1949.
I russi ribattezzarono la Cristoforo Colombo con il nome “Dunaj” assegnandola alla 78ª Brigata di addestramento. Venne utilizzata saltuariamente come nave scuola ad Odessa nelle acque del Mar Nero fino al 1959, quando passò alle dipendenze della Scuola Superiore del Ministero della Marina di Leningrado che nel 1960 la destinò all’Istituto Nautico di Odessa.
Nel 1961 sarebbe dovuta essere sottoposta ad importanti lavori di manutenzione, che mai furono iniziati. Fu disalberata ed adibita a nave da trasporto per il legno finché nel 1963 bruciò insieme al suo carico nelle acque sovietiche. Il suo recupero venne ritenuto economicamente sconveniente, radiata dall’albo delle navi nello stesso anno, fu abbandonata. Nel 1971, ormai semidistrutta fu definitivamente demolita nel cantiere di Glavvtorcement delle isole Turukhannye a Leningrado.

Dunque entrambi i velieri italiani, con alterne fortune, l'”Amerigo Vespucci” e il “Cristoforo Colombo” nascono a Castellammare nei primi del ‘900 riprendendo i progetti del veliero “Monarca” opera del brillante ingegnere e costruttore navale Felice Sabatelli, napoletano.

Il “Monarca” fu l’espressione della potenza dei cantieri navali di Castellammare, tra i migliori al mondo, costantemente aggiornati con ampi piani industriali, capace di dar luce ad uno dei più prestigiosi velieri mai costruiti e la più grande nave da guerra di tutti gli stati preunitari d’Italia. Dopo l’occupazione e la spoliazione del Regno delle due Sicilie lo stato Piemontese, il 1º gennaio 1875 pose in riserva il vascello ed il successivo 31 marzo il Monarca fu radiato. Il maestoso Monarca fu usato per qualche tempo come nave caserma per poi essere smantellato a La Spezia.

Una decisione quanto meno discutibile, se non del tutto folle, oggi il Monarca sarebbe stato un veliero dal valore storico inestimabile. Qualcuno, a rischio di passare per un nostalgico neo-borbonico, potrebbe pensare che sia stato fatto sparire con l’intento di cancellare una delle tante testimonianze di eccellenza e primati del glorioso Regno delle due Sicilie.