Nella tua raccolta differenziata avrai notato che le bottiglie di plastica occupano almeno l’80% del tuo contenitore della plastica. Sapevi che mediamente un europeo consuma circa 104L all’anno di acqua in bottiglia in un anno? Parliamo di circa 50 miliardi di bottiglie di plastica da 1L vendute in Europa, di queste solo il 21,3%  viene riciclato ed il 30% è destinato agli inceneritori, restano quasi 25 miliardi di bottiglie di plastica all’anno che, se va bene, finiscono nelle discariche come rifiuti, ma che nello scenario peggiore finiscono per essere disperse nell’ambiente.

Bene, è ora di fare chiarezza e capire come un prodotto tanto inutile per le nostre tasche e dannoso per il pianeta sia riuscito ad entrare nelle nostre case.

Fra scetticismo e derisione negli anni 70 nasce l’industria dell’acqua in bottiglia considerato un prodotto inutile e costoso! Dunque insieme al “prodotto-inutile” sorse subito l’esigenza di creare la domanda, la necessità. Come?

Con una strategia semplice e vincente che si ripete da sempre, che sia un prodotto commerciale o un partito politico:

  1. spaventarci
  2. sedurci
  3. indurci in errore

Bastarono una decina d’anni per accrescere il sospetto che l’acqua del rubinetto di casa potesse essere meno sicura di quella imbottigliata. Le campagne di persuasione di massa, o se preferite, la pubblicità, riuscirono a cambiare la percezione di un prodotto-inutile e farlo diventare indispensabile.

Anche Report nella Puntata del 05/06/2017 prova a fare chiarezza sui tanti aspetti del ricco mercato delle acque minerali:

ReportSgorgano in aree incontaminate, vengono imbottigliate direttamente alla sorgente e sono batteriologicamente pure. Quello delle acque minerali è un mercato in crescita. Siamo il paese, in Europa, che consuma più acqua minerale imbottigliata: oltre 12 miliardi di litri l’anno, con un fatturato di tre miliardi e mezzo di euro. Ma quali sono le normative che regolano questo settore? E quali sono le differenze con l’acqua potabile? Dalla Basilicata al Lazio fino al Trentino Alto Adige, scopriremo quanto pagano le aziende per la concessione delle sorgenti, e se hanno o meno partecipato a una gara a evidenza pubblica per averne la disponibilità. Ma cosa beviamo? Report ha fatto analizzare da un prestigioso istituto inglese trentadue tra i più famosi marchi di acqua che sono presenti sulle nostre tavole

Sarebbe opportuno relegare l’utilizzo dell’acqua in bottiglie di plastica al solo scopo di soddisfare il bisogno d’acqua in aree di crisi, zone colpite da calamità naturali, tornando ad essere considerata un prodotto inutile e dispendioso in condizione di normalità in cui l’acqua del rubinetto risulta essere quasi gratuita e di gran lunga più controllata di quella imbottigliata.

E sarebbe pur ora, in Italia di copiare strategie vincenti come quella tedesca del deposito cauzionale.

Quello che un tempo chiamavamo il “vuoto a rendere”.

Il recupero delle bottiglie di plastica e quelle di vetro è una pratica diffusa in molti Paesi dell’Unione europea dove i cittadini possono restituire le bottiglie nelle apposite macchinette collocate anche all’interno dei supermercati, ritirando una piccola somma di denaro da considerare come “cauzione” pagata al momento dell’acquisto.

COSA PUOI FARE TU
Scegli da subito di ridurre al minimo la tua impronta ecologica, evita l’acquisto di acqua in bottiglie di plastica, scegli di non alimentare il consumo energetico di produzione delle bottiglie e il loro trasporto.
Le alternative sono ormai numerose e tutte di buon senso, la prima scelta è quella di utilizzare bottiglie in vetro, poi a scalare optare per contenitori in acciaio o alluminio tutti materiali che non alterano la composizione dell’acqua anche se esposti a condizioni di stress come ad esempio l’alta temperatura.

Per 1L d’acqua in bottiglia di plastica si producono 173/ 250g di CO2
6.000 volte superiore rispetto al consumo di acqua dal rubinetto

Ricorda l’acqua del rubinetto è praticamente gratis, molto più controllata di quella in bottiglie di plastica e sopratutto è un peso inutile che il nostro prezioso Pianeta non può più sopportare.