Sbarcato ad ‪Atene‬, dopo essere salpato in catamarano a vela da Les Sables D’Olonne, nord della Francia, circa 21 giorni fa. Qui, nel marina di Kalamaki, si conclude il progetto “Around Europe” tanti gli avvistamenti lungo la rotta, tanto anche il freddo nella tratta atlantica, pochissimo il vento in Mediterraneo, che ha concesso tempo e visibilità per scorgere delfini, ma ha davvero impigrito per troppe miglia barca e vele.

Poche e brevi le soste a terra. Da Les Sables D’Olonne senza scalo fino a Gibilterra; sosta successiva, Reggio Calabria, per le poche ore necessarie per rifornimenti. Dallo Stetto di Messina alla Grecia abbiamo navigato un mare fermo e deserto. Neanche approcciando le prime isole greche di Cefalonia e Zante abbiamo trovato vento, seppur previsto dal meteo. Abbiamo quindi proseguito puntando la prua su Messologhi, la prima vera sosta dopo Gibilterra. Messologhi è una laguna ferma nel tempo che conoscono poco sin anche gli stessi greci, qui abbiamo pernottato una intera notte per poi ripartire per il Golfo di Corinto, attraversare lo stretto e poi far rotta su Atene.

Lasciata la laguna di Messologhi di buon mattino abbiamo navigato con vento contrario fino a Rio Antirio, poi ancora bonaccia fino allo stretto di Corinto. Stretto che abbiamo attraversato prima della mezzanotte, fra il silenzio e le piccole luci che rendono questo passaggio fra i più suggestivi del Mediterraneo.

Arriviamo a Kalamaki a chiudere più di 2600 miglia nautiche fra Oceano Atlantico e Mar Mediterraneo insieme al sorgere del sole.

Il tempo di sistemare la barca e siamo tutti allo Skipper’s bar, ad aspettarmi il “mio tavolino”, quello in foto, lo trovo, sorrido, lo tocco come una reliquia, come un cornetto portafortuna e dedico un pensiero a casa, ma non quella fatta di mattoni, ma quella fatta d’amore. Fra questi pensieri e il piccolo orgoglio di avercela fatta ancora una volta, resta solo ordinare: “Ena helleniko diplo metrio, parakalo”